Festa della Repubblica: 2 giugno una data storica per l’Italia

Luciano Di Pietrantonio - 1 Giugno 2019

Spesso si attribuisce facilmente, in questa  nostra società che sembra  governata dalla comunicazione non sempre veritiera, ad un evento, ad una data, ad un incontro, oppure a una scoperta o a una invenzione, l’aggettivo di storico, poi ci si rende  conto, che di storico non c’era quasi nulla. A questa constatazione fa certamente eccezione la data del 2 giugno 1946. Infatti  è stato il primo giorno delle votazioni del popolo italiano sul referendum per la scelta di forma costituzionale dello Stato, tra Repubblica o Monarchia, nel secolo scorso.

La prima consultazione a suffragio universale, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale alla quale parteciparono, per la prima volta, anche le donne. La tragedia della guerra era alle spalle di chi aveva conosciuto lutti, occupazione straniera e miseria, venti anni di dittatura erano stati sconfitti, sulla rinascita e la ricostruzione i cittadini attendevano con speranza quale strada intraprendere, e il nostro Paese si confrontava su che tipo di futuro scommettere. 28 milioni di italiani, uomini e donne, avevano il diritto di esercitare questa scelta con il loro voto, conquistato con tanti sacrifici, con tanti martiri, con tante privazioni, con tanti drammi  conosciuti e sconosciuti, per dare al nostro Paese democrazia, libertà e giustizia.

Nella votazione referendaria la Repubblica ottenne 12.718.641 voti, la Monarchia 10.718.507 voti, e un milione e mezzo di voti furono annullati. Nella circoscrizione di Roma il dato elettorale vide attribuiti circa 740 mila voti alla Monarchia e 711 mila alla Repubblica. La proclamazione ufficiale che  confermò il risultato delle urne da parte della Corte di Cassazione, avvenne il 18 giugno 1946.  Quindi con lo storico referendum del 2 giugno 1946, venne sancita la fine della Monarchia dopo 85 anni di Regno, e la nascita della Repubblica Italiana. Il 1° luglio Enrico De Nicola viene nominato primo Presidente della Repubblica Provvisorio, Alcide De Gasperi è il primo Presidente del Consiglio. Il 1° gennaio 1948 viene promulgata  la Costituzione della Repubblica Italiana, approvata dall’Assemblea Costituente, con 453 voti su 515 costituenti.

Con la Festa del 2 giugno si  celebra nel nostro Paese anche la nascita della Nazione moderna, in maniera simile al 14 luglio francese (anniversario della presa della Fortezza della Bastiglia a Parigi nel 1789), e al 4 luglio statunitense (anniversario della dichiarazione d’indipendenza dalla Gran Bretagna del 1776), giorno in cui nacquero ufficialmente gli Stati Uniti d’America. Prima della nascita della Repubblica, la giornata celebrativa nazionale del Regno d’Italia era la festa dello Statuto Albertino, che si teneva nella prima domenica di giugno.

Questa giornata di Festa Nazionale si caratterizza per una serie di celebrazioni ed eventi simbolici: dalla Parata militare con tutte le Forze Armate italiane, le Forze di Polizia della Repubblica, i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, la Croce Rossa e le Freccie Tricolori, alla presenza delle più Alte Cariche dello Stato con il Presidente della Repubblica, e la partecipazione di tanti cittadini che vengono a Roma da molte città del nostro Paese, dalla visita ai Giardini del Quirinale aperti al pubblico alle cerimonie ufficiali che si tengono su tutto il territorio nazionale e nelle sedi delle Ambasciate italiane nel mondo.

La Parata viene dedicata ogni anno a una tematica differente, a secondo delle situazioni e delle circostanze. Se ne ricordano alcune: “ Le forze armate per la Patria”, “ La Repubblica e le sue forze armate impegnate in missioni di pace”, “150° anniversario dell’Unità d’Italia”, “I terremotati dell’Emilia”, “Al centenario della Grande Guerra”. In questo 2 giugno 2019, il tema scelto è “L’inclusione” che secondo fonti del Ministero della Difesa, “che vuole evidenziare la volontà di non lasciare indietro nessuno, di combattere contro le emarginazioni sociali. Un segno di attenzione agli ultimi per un evento che ha di per sé un carattere inclusivo proprio perché si svolge in occasione della Festa della Repubblica, ricorrenza che unisce tutti gli italiani.” La sfilata militare si svolgerà nella consueta cornice di via dei Fori Imperiali nella Città Eterna.

Oggi a 73 anni da quel voto storico, c’è bisogno di riscoprire con entusiasmo i valori di una scelta fondamentale per la nostra democrazia attraverso la lettura, le testimonianze, gli approfondimenti.

Oggi tradurre i comportamenti e l’agire dei principi che la scelta del 2 giugno 1946 ha indicato alle donne e agli uomini  anche del nostro tempo, attraverso la Carta Costituzionale, deve significare recuperare l’etica, lo spirito di solidarietà, la partecipazione, per fare del nostro paese un grande protagonista nella famiglia europea.

Oggi il richiamo infaticabile e  costante del Presidente Sergio Mattarella, come quello del 29 maggio scorso, in occasione della cerimonia di premiazione degli studenti vincitori del concorso dal titolo “Conoscere, capire, amare: i doveri nella Costituzione”, dove ha sottolineato come “I valori della Costituzione, sono in realtà quel che tiene insieme il nostro Paese, ciò che lo tiene unito. Il nostro Paese contiene – come è naturale e come è bene che sia – tante opinioni diverse, e anche interessi diversi. E questo è normale in qualunque Paese, ed è anche bene che vi sia un confronto, una dialettica di idee, di posizioni, di convinzioni. Ma quel che tiene unito, al di sopra di questo, il nostro Paese è il complesso dei valori che la Costituzione indica, perché la Costituzione è un grande risultato per il nostro Paese, che va tenuto sempre in grande attenzione e valore, e va preservato, conservato, tutelato. La democrazia è una condizione che va continuamente alimentata da impegno nuovo, da convinzione, da dedizione sempre rinnovata. Sono i valori che vivono nella quotidianità, nei comportamenti di ogni giorno”.

Questo deve essere lo spirito e la consapevolezza nel ricordare questa data storica del 2 giugno per la scelta referendaria di oltre 70 anni fa,  che ha aperto la strada alla Costituzione Repubblicana Italiana, ed è la legge fondamentale dello Stato Italiano rappresentando il vertice della gerarchia delle fonti nell’ordinamento giuridico della Repubblica. Ecco perché, riflettere sulla nostra Carta Costituzionale, può aiutare tanti cittadini a capire quale deve essere il nostro futuro. Anche questo può essere  un modo per ricordare la Festa della Repubblica.

 

 

Luciano Di Pietrantonio


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