Fiaccolata per ricordare Octay Stroici e i morti sul lavoro, dopo il crollo della Torre dei Conti

Momento di raccoglimento e commozione per ricordare l'operaio morto a 66 anni

Roma si è fermata per Octay Stroici. Nella serata di martedì 4 novembre, centinaia di persone si sono radunate tra il Colosseo e i Fori Imperiali per ricordare l’operaio di 66 anni rimasto intrappolato per oltre undici ore sotto le macerie della Torre dei Conti, crollata parzialmente due giorni fa durante i lavori di restauro.

L’uomo, trasportato d’urgenza al policlinico Umberto I, non ce l’ha fatta. In suo ricordo, il sindaco Roberto Gualtieri ha proclamato per oggi il lutto cittadino.

Un fiume silenzioso di caschi gialli, croci bianche e candele accese ha attraversato via dei Fori Imperiali.

La fiaccolata, organizzata da Cgil, Cisl e Uil, ha visto una partecipazione trasversale, con lavoratori, cittadini e rappresentanti di tutte le forze politiche uniti dal dolore e dalla rabbia.

«Grazie alle lavoratrici e ai lavoratori, alle cittadine e ai cittadini, ai rappresentanti istituzionali per aver partecipato a un momento di cordoglio e ricordo per Octay Stroici» — ha scritto la Cgil Roma e Lazio sui social.

Il segretario regionale Natale Di Cola ha aggiunto:

«La forza del mondo del lavoro è scesa in piazza per chiedere che questa tragedia diventi un monito. Bisogna cambiare le leggi e garantire davvero la sicurezza. Continueremo a mobilitarci: le proposte del Governo non risolvono il problema, serve rimettere al centro la dignità del lavoro».

Presente alla fiaccolata anche il sindaco Roberto Gualtieri, che ha ricordato i soccorritori:

«Voglio ringraziare i lavoratori e i vigili del fuoco che hanno rischiato la vita per salvare Octay fino all’ultimo. È una tragedia che ha colpito il cuore della città. Dobbiamo continuare a combattere le morti sul lavoro: questo è il nostro dovere morale».

Dal fronte politico, il deputato del Movimento 5 Stelle, Riccardo Ricciardi, ha sottolineato la gravità del fenomeno:

«Questo dramma, accaduto nel cuore di Roma, ha un’eco nazionale. Le morti sul lavoro sono ormai la quotidianità, non possiamo più chiamarle ‘morti bianche’. Serve una riforma profonda su appalti e subappalti: questa è la vera emergenza sicurezza del Paese».

Nel silenzio tagliato solo dalla luce delle fiaccole, Roma ha reso omaggio a un uomo che lavorava per ridare splendore alla sua storia. E che, in quella storia, resterà per sempre.


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