Laboratorio Analisi Lepetit

Fino al 24 aprile la mostra sulla Primavera araba

Presso la Sala Consiglio del VII Municipio in Via Perlasca
di Sergio Scalia - 18 Aprile 2012

Lunedì 16 aprile 2012 è stata inaugurata presso la Sala Consiglio del VII Municipio in Via Perlasca la mostra sulla primavera araba promossa dal Gruppo PD della Camera dei Deputati.
La mostra potrà essere visitata, nei giorni dal 16 al 24 aprile 2012 (esclusi sabato e domenica), dalle ore 9,00 alle ore 14,00

Ad inaugurare la mostra sono intervenuti Il Capogruppo PD alla Camera Dario Franceschini e il Presidente della Provincia Zingaretti, accolti dal capogruppo PD al Municipio Michela Di Biase e dal Presidente Municipale Roberto Mastrantonio e negli interventi sono state ricordate le motivazioni e le particolarità di questa mostra.

La mostra si avvale di molte foto scattate da Carotenuto, Ventura, Zambardino e De Carvalho Pina, reporter che hanno testimoniato con i loro scatti gli eventi che hanno sconvolto Tunisia, Libia, Egitto, Yemen, Siria e Barhein.

Le radici della Primavera araba hanno senz’altro avuto motivi economici scatenanti, a partire dal rincaro del pane e di generi di prima necessità, ma il movimento è cresciuto e si è esteso ad altre città e ad altri paesi grazie al ruolo determinante delle giovani generazioni, che avevano raggiunto elevati livelli di scolarizzazione, ma continuavano a scontare alti livelli di disoccupazione ed esclusione sociale.
Dalle originarie motivazioni economiche il movimento si è orientato sempre più alla richiesta di democrazia in quei paesi con regimi autoritari, spesso sostenuti anche dall’occidente e lo strumento di internet e dei social network è stato utilizzato in modo determinante per veicolare informazioni ed organizzare la protesta.
Nelle foto di Piazza Tahrir appaiono infatti giovani che trasportano pietre per la protesta con strumenti di fortuna e ragazze col velo che usano lo smartphone per fotografare la folla e comunicare le immagini.

Dalle immagini emergono visibilmente quei momenti di lotta, di gioia e di dolore nei volti di uomini, donne e giovani che hanno voluto costruire il proprio destino e ci pongono l’esigenza di come aiutare quei paesi dove la democrazia non viene esportata con la forza, ma cerca di crescere al proprio interno.


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