Fuga da film tra Albano e Magliana: ladri lanciano estintori contro la polizia. Arrestati e poi rilasciati

Con loro, il “kit del perfetto scassinatore”: martelli, cacciaviti, divaricatori, chiavi elettroniche per neutralizzare antifurti

Un copione da action movie, ma tutto reale. Nella notte tra l’8 e il 9 settembre le strade tra Albano Laziale e la Magliana sono diventate teatro di un inseguimento mozzafiato, con tanto di estintori lanciati contro la polizia e una fuga a folle velocità terminata con un’auto ribaltata.

Tutto è cominciato poco dopo la mezzanotte, quando l’allarme di una stazione Eni sulla Nettunense ha richiamato le forze dell’ordine.

Le telecamere hanno ripreso tre uomini vestiti di nero, volto coperto e arnesi da scasso in mano, mentre tentavano di forzare la cassaforte. Colpo fallito, ma la fuga era già iniziata: i tre a bordo di una Giulietta bianca rubata.

Poco dopo, una nuova segnalazione: gli stessi uomini stavano tentando di sfondare la saracinesca di un bar in piazza Certaldo, nel cuore della Magliana. La volante li intercetta attorno alle 2:30 tra via del Trullo e via Portuense.

Da quel momento la città diventa un circuito di fuga disperata: semafori rossi bruciati, agenti sfiorati a tutta velocità, sirene che squarciano il silenzio della notte.

Il colpo di scena arriva quando, per seminare gli inseguitori, i ladri azionano e scagliano estintori contro le volanti. Una nube bianca avvolge la strada, mettendo a rischio la visuale dei poliziotti.

Nonostante tutto, l’inseguimento continua fino a via del Fosso della Magliana. Lì la Giulietta affronta una curva troppo velocemente, perde aderenza e si ribalta.

I tre balzano fuori dall’auto e tentano la fuga a piedi nei campi. Solo due vengono catturati: rom di 22 e 25 anni, già noti alle forze dell’ordine. Con loro, il “kit del perfetto scassinatore”: martelli, cacciaviti, divaricatori, chiavi elettroniche per neutralizzare antifurti.

Tradotti a piazzale Clodio, i due sono stati denunciati per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, avendo anche ferito un agente.

Rimessi poco dopo in libertà, in attesa del processo fissato per l’anno prossimo. Il giudice ha detto che l’arresto vale solo per la resistenza a pubblico ufficiale e per aver ferito un agente.

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