Gamba mozzata nell’Aniene, scoperta l’identità della vittima

L’uomo era un pregiudicato italiano, protagonista di rapine e violenze negli stadi
Marco Mikhail - 15 Agosto 2015

Macabra scoperta, martedì 12 agosto, da parte di un ignaro pescatore in barca sul lungo Tevere, all’altezza di Foce dell’Aniene, di una gamba mozzata che galleggiava in acqua. In preda al panico, l’uomo ha chiamato la polizia, che ha rilevato che l’arto apparteneva ad un ultrà della Lazio per via dei tatuaggi “SS Lazio” e “Oggi è un buon giorno per morire”, con a fianco il pupazzetto simbolo della tifoseria biancoceleste.

Ad alcuni giorni di distanza gli inquirenti hanno identificato la vittima: si chiama Gabriele Di Ponto, aveva 37 anni e abitava poco prima Guidonia. A denunciare la sua scomparsa erano stati i suoi cari, che raccontano come l’uomo “era uscito con il suo scooter lunedì per andare ad un appuntamento”. L’identità della vittima è stata accertata dall’ex convivente, che avrebbe riconosciuto le scritte tatuate sull’arto.

Foto @allnews

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Già nei giorni scorsi, dalle analisi del dna sulla gamba, effettuate dall’Istituto di medicina legale dell’Università Cattolica del Policlinico Agostino Gemelli, si era scoperto che la vittima era un pregiudicato italiano che aveva fatto uso di stupefacenti e si era reso protagonista di alcune rapine e violenze allo stadio.

I medici legali avevano anche evidenziato come il taglio dell’arto non fosse “nettissimo come quello di un fendente con amputazione in un colpo solo, bensì assimilabile a quello di una sega elettrica”. Inoltre “la permanenza in acqua è stata di pochissimi giorni. Difficilmente oltre 2 giorni considerato il caldo e la buona conservazione del pezzo anatomico”, avevano concluso i medici.

Ora gli inquirenti proseguono nelle indagini per far luce su ciò che ha portato alla morte dell’uomo.


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