Giacimenti del Paleolitico in pericolo sulla via Acilia

Associazione Severiana denuncia gli inizi dei lavori per il raddoppiamento della strada avvenuti senza regolare indagine archeologica.
di Serenella Napolitano - 22 Luglio 2012

Non arrivano buone notizie dalla Via Acilia, zona sottoposta a vincolo archeologico nel XIII Municipio di Roma. Senza alcun parere istituzionale, l’impresa che gestisce i lavori, ha dato avvio al suo restyling, destando molta preoccupazione nell’intera cittadinanza, visto che la stessa strada è scrigno di antiche strutture che risalgono all’età preistorica.

In passato gli archeologi hanno attribuito i ritrovamenti nell’area in oggetto, alla cultura musteriana di tipo pontiniano (120.000-35.000 anni fa, Paleolitico Medio) e qualcuno al Paleolitico Superiore (35.000-9.500 anni fa).  La denuncia è stata fatta dall’Associazione Severiana che in una nota ha informato quanta storia sia racchiusa sotto la strada :“E’ in pericolo l’importante giacimento di superficie di età preistorica lungo la via di Acilia. I lavori del raddoppio della strada sono iniziati senza alcun sondaggio archeologico, asportando tutto il materiale litico presente. Sono Partite le denunce verso gli organi predisposti alla tutela e alla Procura di Roma. 

Ricordiamo che l’area in questione è nota già dal 1956, quando lavori di scavo per tracciare un acquedotto portarono allo spianamento di una piccola balza a 500 metri dalla Colombo, lato Axa. Le successive indagini rivelarono la presenza di numerosissimi oggetti, tra cui 150 di notevole interesse. Nel 1991 – continua la nota –  su tutta l’area fu dunque posto un vincolo archeologico dal sottosegretario ai Beni Culturali, Gianfranco Astori, prontamente rimosso dopo ricorso al Tar del Lazio da parte dei costruttori. Si osserva infine che questo giacimento preistorico di superficie non ha subito sconvolgimenti nel passato, così da conservarsi pressoché integro.”   L’associazione, insieme ai cittadini, ha altresì lamentato lo stato quasi incivile dell’inizio lavori: “Come è possibile che un’opera come il raddoppio della Via di Acilia, attesa sul territorio da ben 15 anni, sia stata fatta iniziare alla chetichella, senza nessuna comunicazione alla cittadinanza? Come è possibile che i sondaggi archeologici, previsti nella convenzione con ‘Le Terrazze del Presidente’, non siano stati programmati? Come è possibile che non ci sia alcuna indicazione sul cantiere della consistenza e della durata dei lavori?    Il 26 giugno 2012 è stata inviata una lettera dal Comitato Terrazze del Presidente, che richiedeva al XIII Municipio, l’immediata apertura del cantiere in questione.Il 20 luglio 2012, la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma (MBCA-SSBA RM prot.nr.0022892 CL 34.07.11/6.1), a firma del Responsabile di Procedimento, Angelo Pellegrino, e del Soprintendente, Mariarosaria Barbera, ha così risposto: “Questa Soprintendenza rende noto di aver sospeso i lavori di cui all’oggetto subito dopo aver avuto notizia del loro inizio. Tale sospensione è stata intimata per le vie brevi dapprima all’impresa operante sul posto in data 9 luglio u.s. e poi ribadita ufficialmente in data 17 luglio 2012. Di conseguenza questa Soprintendenza sta pertanto programmando la necessaria preventiva indagine archeologica e si riserva di procedere di conseguenza”.   Rimangono alcune perplessità sul come mai siano stati autorizzati i lavori senza alcun indagine archeologica preventiva.    

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