Da Giuseppe Samperi la quarantunesima perla alla collana di poesie per Ischitella

Una poesia nata in via Ricci e un video speciale
Vincenzo Luciani - 22 Luglio 2014

Anche il vincitore dell’XI edizione del Premio nazionale di poesia nei dialetti d’Italia Ischitella-Pietro Giannone 2014 non ha saputo resistere al fascino del piccolo centro garganico e gli ha regalato la quarantunesima perla di una collana (quella delle poesie dedicate alla piccola patria dei poeti dialettali italiani) componendo, a caldo, una poesia che aveva iniziato il suo percorso appena il 5 luglio scorso.

Ecco innanzitutto in degustazione la poesia in dialetto siciliano di Castel di Iudica, in provincia di Catania (la traduzione e le note sono dello stesso autore)

 

Quannu i preuli spurtusunu i mura

e nun si sapi d’unni venunu (unn’arrivunu?) i rradichi,

quannu l’acqua marita duci e salatu, quannu

‘na signura canta d’intra ‘na vanedda

(e a Pieru cci si marit’a figghia,

Vicenzu rriorda carusanza*), unni semu?

 

A Ischitedda, carusi, a Ischitedda,

unni rradichi spurtusunu mura

e ‘a puisia cchiana a tipu oria*.

Traduzione – Quando le pergole trapassano le mura/ e non si sa da dove provengono (dove arrivano?) le radici,/ quando l’acqua sposa dolce e salato, quando/ una signora canta dentro un vicolo/ (e a Piero si sposa la figlia,/ Vincenzo ricorda carusanza*), dove siamo?// A Ischitella, ragazzi, a Ischitella,/ dove radici trapassano mura/ e la poesia sale come fosse boria*.

Note * carusanza: adolescenza.*voria “vento di bora”, vento di tramontana… ma c’è un rimando sottile anche alla “fresca vanità della poesia”, alla sua superbia (da intendersi anche nell’accezione positiva).

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Al di là della vanità di vedersi citato in una poesia, posso dire, con molta serenità, che è essenzialmente il contatto diretto dei poeti con le stradine e i piccoli slarghi del Centro storico, con il panorama che si gode dalla Portella a suscitare una sorta di misteriosa onda poetica. Quest’anno siamo stati testimoni anche di un’onda canora provocata dalla presenza e dai canti del Coroincanto di Roma, un coro femminile diretto da paula Gallardo che ha aggiunto emozione ad emozione.

Nel corso della tradizionale visita al Centro Storico, che insieme a Pierino Comparelli abbiamo compiuto con i poeti e con le coriste, in via Ricci, proprio sotto una delle viti secolari radicate nel profondo del borgo antico si è verificato un singolare evento.

Qui c’è stata un performance straordinaria della cantatrice ischitellana Angela Maiorano, che su sollecitazione mia e delle coriste, ha cantato da par sua “Giulietta mia”.

Di questo evento speciale forniamo un video nel quale oltre al gruppo in visita e alla superlativa Angela, occhieggia una di quelle viti secolari, posta proprio al capo strada di via Ricci, che ha senz’altro fornito uno spunto alla bella poesia di Giuseppe Samperi.

La magia di Ischitella continua e non finisce qui.

 

 

 

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