Grande successo di “ALTRE LINGUE – Achille Serrao”

Il 22 marzo 2019 generosa offerta di voci poetiche e canore per i tanti partecipanti che hanno affollato la sala della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Redazione - 24 Marzo 2019

È stato un pomeriggio bellissimo con una generosa offerta di voci poetiche e canore per i tanti partecipanti che hanno affollato il 22 marzo 2019 la sala della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (BCNR), in viale Castro Pretorio 105, in cui si è tenuta al prima edizione dell’evento “ALTRE LINGUE – Achille Serrao”.

L’incontro è stato aperto dal coro Bibliocanto, diretto dal M° Paula Gallardo Serrao che ha diretto anche i cori Nonsolocoro, Nuovo Coro Popolare che hanno intervallato il reading poetico.

Il direttore Andrea De Pasquale, nel porgere il suo saluto ai partecipanti, ha dato l’annuncio dell’apertura al pubblico presso la Biblioteca Nazionale del prestigioso Fondo Scarpellino, istituito nel 2002 da Achille Serrao e Vincenzo Luciani nella Biblioteca comunale “Gianni Rodari a Tor Tre Teste nel V municipio, e generosamente donato nel 2018 alla BNCR da Vincenzo Luciani.

De Pasquale ha evidenziato, come l’acquisizione dei volumi del Fondo Scarpellino è fondamentale per gli studi dialettologici in quanto la stragrande parte di essi non risultava nel patrimonio della Biblioteca. L’apertura al pubblico dei testi catalogati si inserisce nell’ambito di un programma molto vasto di valorizzazione e promozione dello studio e della ricerca dialettologica e linguistica che la BNCR considera fondamentale. In esso si inserisce la riflessione incessante sul pensiero e sull’opera di Tullio De Mauro, cui dal 2017 è intitolata la Sala di linguistica e letteratura che, tra le altre cose, conserva e mette a disposizione il suo fondo librario. Il Fondo Scarpellino è collocato in prossimità del Fondo De Mauro. Infine il direttore ha ricordato che 13 marzo 2019 a Roma si è tenuta l’inaugurazione della Rete di archivi sonori di musiche di tradizione orale e la sua collocazione in una nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Si tratta di un inestimabile tesoro, composto da decine di migliaia di reperti, anch’esso ora disponibile alla fruizione pubblica nel quadro di un impegno di valorizzazione del patrimonio immateriale dell’Italia.

Vincenzo Luciani in risposta al saluto del direttore della BCNR, lo ha ringraziato 1) per aver accolto la donazione nel marzo del 2018; 2) per aver provveduto alla sua catalogazione rendendolo accessibile e per l’impegno a tutelare il Fondo Scarpellino nella sua integrità e unitarietà; 3) per l’impegno ad ospitare l’incontro e il reading ALTRE LINGUE-Achille Serrao che sarà riproposto ogni anno con altre voci, anche di altre aree geografiche, e contribuirà a rappresentare lo stato dell’arte della poesia dialettale italiana, secondo il metodo e il desiderio dell’indimenticato poeta campano Achille Serrao (1936-2012) che alla riscoperta e alla valorizzazione della poesia nelle lingue locali ha dedicato gran parte della sua vita; 4) per l’altro impegno assunto dalla BNCR per svolgere un Convegno con docenti e dialettologi di tutta Italia per fare il punto sullo stato di salute dei dialetti italiani.

È seguito l’emozionante saluto del più grande poeta in dialetto d’Italia Franco Loi, realizzato in video grazie al poeta Maurizio Noris e a Bruno Silini.

Il commovente contributo del poeta ha catturato l’attenzione dei partecipanti per tutti i 12 toccanti minuti nei quali Loi, dopo aver salutato tutti i partecipanti, rammaricandosi di non poter essere a Roma, ha concluso regalando loro due sue poesie.

Subito dopo è intervenuto Roberto Pagan, poeta nato nel 1934 a Trieste, formatosi nella scia degli ultimi rappresentanti di quella grande stagione giuliana della cultura mitteleuropea: Saba, Giotti, Marin.

Scrittore, critico e poeta in lingua e in dialetto triestino, ha tratteggiato sinteticamente un vivido ricordo dell’amico poeta Achille Serrao, ricordandone i tratti essenziali della sua poesia, soprattutto quella in dialetto campano. Ha fornito alcuni squarci della sua frequentazione in particolare di Umberto Saba (che non amava scrivere in dialetto) e Virgilio Giotti (per il quale il dialetto era la lingua della poesia).

La poetessa Cristina Polli, responsabile del gruppo Lend (Lingua e Nuova didattica) Roma, ricordando che con questo evento si concludono le attività del corso di formazione Poesia e plurilinguismo- percorsi per un ampliamento dell’orizzonte formativo e letterario, ha ringraziato Vincenzo Luciani per l’organizzazione dell’evento e per la collaborazione al corso di formazione, e Anna Maria Curci per aver avuto la splendida idea del corso di formazione e che insegna con entusiasmo e professionalità la via dell’ascolto, della ricerca, della condivisione.

Luciani prima del reading dei poeti, cuore dell’iniziativa, li ha ringraziati anche per la generosa disponibilità a partecipare e a sostenere di tasca loro le spese di viaggio e di soggiorno a Roma.

“Cercheremo di fare meglio nei prossimi anni.
Quest’anno siamo riusciti a garantire una cena e l’opuscolo ALTRE LINGUE- Achille Serrao (offerto a tutti partecipanti e realizzato con pazienza e bravura da Rosa Valle di Edizioni Cofine) che contiene le poesie che ci declamerete”.

Un caloroso ringraziamento è stato rivolto anche a Vittorio Tallarico per la sua preziosa opera di documentazione dei tanti reading poetici e anche di quello del 22 marzo 2019 in favore anche di tutti quelli che non hanno potuto partecipare.

Manuel Cohen, poeta e critico letterario nonché direttore della rivista Periferie (nel suo 23° anno di pubblicazione) ha sapientemente condotto il reading e introdotto poeti, temi, accenti e variazioni delle loro “altre lingue”.

I poeti, preceduti da una sintetica presentazione di Cohen, hanno letto i loro testi in dialetto mentre i partecipanti hanno potuto tener d’occhio le traduzioni in italiano nell’Aperilibro distribuito loro gratuitamente.

Bello il colpo d’occhio della sala con i partecipanti col loro opuscolo in mano che seguivano in religioso silenzio le letture dei poeti che, ricordiamo si sono avvicendati in quest’ordine:

Ombretta Ciurnelli (dialetto perugino), vive da sempre a Perugia, dove per molti anni ha insegnato Materie Letterarie e Latino nei Licei. Ha pubblicato le raccolte, Badarellasse ncle parole, abbecedario di acrostici (Guerra, Perugia 2007), L’arcontastorie (Guerra, Perugia 2009), Si curron le formiche (Guerra, Perugia 2010) e La città del vento. Poesie in lingua perugina (Cofine, Roma 2013), opera segnalata al premio nazionale di poesia “Sandro Penna”. Autrice del testo teatrale in lingua italiana, Dai campi di granturco ai gelsomini (Fabbri, Perugia 2012), è tra i curatori dell’antologia OliveTolive. Poesia dell’olivo da Omero a oggi (Fabbri, Perugia 2011). Ha recensito raccolte di numerosi poeti pubblicate in diverse riviste e siti online. Ha curato l’antologia Dialetto Lingua della Poesia (Cofine, Roma 2015) e il saggio Lingue allo specchio. Autotraduzione e poesia dialettale (Ali&no, Perugia 2019).

Davide Cortese (dialetto siciliano eoliano), è nato nell’ isola di Lipari nel 1974 e vive a Roma dal 2004. Nel 1998 ha pubblicato la sua prima silloge poetica, titolata ES, alla quale sono seguite le sillogi: Babylon Guest HouseStorie del bimbo ciliegiaAnudaOssarioMadreperlaLettere da EldoradoDarkana Vientu: una raccolta di poesie in dialetto eoliano.

Nelvia Di Monte (Dialetto della Bassa friulana), Friulana d’origine (1952), risiede in provincia di Milano. Ha pubblicato i libri di poesia Cjanz da la Meriche (Gazebo, Firenze 1996), Ombrenis (Zone Editrice, Roma 2002, Premio Lanciano), Cun pàs lizêr (Circolo Culturale di Meduno, 2005), Dismenteant ogni burlaz (Edizioni Cofine, Roma 2010, Premio Città di Ischitella-Pietro Giannone), Sojârs (Biblioteca Civica di Pordenone, 2013). Nelle stanze del tempo (DARS, Udine, Premio speciale Elsa Buiese 2011) che comprende anche poesie in italiano.

Marcello Marciani (Dialetto abruzzese di area frentana), è nato nel 1947 a Lanciano (CH), città in cui vive. Ha pubblicato: Silenzio e frenesia (Quaderni di Rivista Abruzzese, Lanciano 1974), L’aria al confino (Messapo, Roma-Siena 1983), Body movements (traduzione inglese a fronte di A. Rosselli, Gradiva Publications, Stony Brook-New York 1988), Caccia alla lepre (Mobydick, Faenza 1995), Per sensi e tempi (Book Edit., Castelmaggiore 2003), Nel mare della stanza (LietoColle, Faloppio 2006), La Ninnille (I libri del “Quartino”, Albenga 2007), La corona dei mesi (LietoColle, Faloppio 2012), Rasulanne (Cofine, Roma 2012).

Vincenzo Mastropirro (Dialetto di Ruvo di Puglia – BA), oemusico nato a Matera nel 1960, pugliese di Ruvo di Puglia, vive a Bitonto (BA). È flautista, compositore, poeta, didatta. Ha pubblicato cinque raccolte poetiche: Nudosceno (LietoColle, Faloppio 2007); Tretippe e Martidde / Questo e Quest’altro (G. PerroneLab, Roma 2009, ampliata e ripubblicata presso SECOP, Corato 2015); Poésìa sparse e sparpagghiote / Poesia sparsa e sparpagliata (CFR, Piateda 2013); Timbe-condra-Timbe / Tempo-contro-Tempo (puntoacapo, Novi Ligure 2016); Notturni (Terre Sommerse Roma 2017).

Maurizio Noris (Dialetto bergamasco della media Valle Seriana), nato ad Albino (BG) nel 1957, è libero professionista, formatore e promotore socioculturale. Scrive poesie nel dialetto bergamasco della media Valle Seriana. Ha pubblicato le raccolte poetiche Santì (2001), Dialet de nòcc d’amùr (2008), Us de ruch (2009), Us de ruch (2010)Àngei?  e Zögadùr ((2012)),  In del nóm del pàder (2014), Resistènse (2016),

Salvatore Pagliuca (Dialetto di Muro Lucano – PZ),  nato nel 1957 a Muro Lucano (PZ) ove risiede. Svolge l’attività di archeologo per il MIBACT in Basilicata. Ha pubblicato Cocktél (1993), Orto botanico (1997), So quanti passi – Memoire de murs, (1998); Cor’ šcantàt’, Stupido cuore spaventato, poesie in amore (2008); Pret’ ianch’, Pietre bianche (2010); Lengh’ r’ terr’, Lingua di terra ( 2012); Nummunàt’ (2018).

Fabio Maria Serpilli (dialetto anconetano), nato ad Ancona nel 1949, studia Filosofia a Roma. Nel 1987 esce la raccolta di poesie in dialetto, Castelfretto nostro con prefazione di Valerio Volpini che definisce Serpilli (su “Famiglia Cristiana”, Ottobre 1994) “L’erede di Franco Scataglini”. Dal 1996 cura l’antologia La Poesia Onesta; dal 2005 cura le antologie di poeti dialettali marchigiani del Festival del Dialetto di Varano (AN), giunto alla 42ª edizione. Nel 2005 pubblica, con Fabio Ciceroni e Giuseppe Polimeni, il volume Poeti e Scrittori dialettali (Ed. QuattroVenti, Urbino); nel 2010 il Dizionario dialettale aguglianese. Nel 2018 è autore con Jacopo Curi dell’Antologia Poeti neodialettali marchigiani (Collana I Quaderni del Consiglio Regionale delle Marche)

Nevio Spadoni (Dialetto romagnolo delle Ville unite di Ravenna), nato a San Pietro in Vincoli nel 1949, vive dal 1984 a Ravenna, dove ha insegnato filosofia nelle scuole superiori. Le sue poesie sono comprese in diverse antologie italiane e straniere, e tradotte in più lingue. Vincitore di premi di poesia, tra i quali il Boncellino, il Lanciano, Tratti Poetry Prize, il Gozzano, Salva la tua lingua locale, il Premio internazionale Via Francigena, il Premio “Aldo Spallicci”. Ha pubblicato le antologie Le radici e il sogno. Poeti dialettali del secondo ’900 (con Luciano Benini Sforza, Faenza Moby-Dick, 1996) e D’un sangue più vivo. Poeti romagnoli del Novecento (con Gianfranco Lauretano, Cesena, Il Vicolo, 2013). Nel 2017, con la casa editrice Il Ponte Vecchio, ha pubblicato tutte le sue opere poetiche nel volume Poesie (1985- 2017), premio speciale della giuria a “Salva la tua lingua locale 2018”.

Pier Franco Uliana(Dialetto veneto del Bosco del Cansiglio – BL-PN-TV), (Fregona 1951) vive a Mogliano V.to. Ha pubblicato varie raccolte di poesia nel dialetto veneto del Bosco del Cansiglio: Sylva -ae (1985), Cantada zhinbra (1995), Troi de Tafarièli (2001), Amor de osèi (2007), Fontana Paradise (2011), La casa, la léngua e l’armelinèr (2013), Il Bosco e i Varchi (2015), Per una selva (2018); in lingua italiana: Lo specchio di Rainer (2000), Siderea arx mundi (2009), Pizzoc Panopticon (2012), Ornitografie (2016), Parlar al monte perché il cielo intenda (2107). Ha inoltre pubblicato le raccolte di racconti La manèra (2003), Il germoglio del Mùzhol (2007), La faghèra (2015); il saggio Toponomastica cansigliese (2014); lo zibaldone Ingens sylva. Cansiglio dentro e dintorno (2014); Il Vocabolario del dialetto di Fregona (2015); Etimologia degli ornitonimi dialettali e volgari del Cansiglio (2017); Lessico etimologico del dialetto rustico del Vittoriese (2018).

Rosangela Zoppi (Dialetto romanesco), è nata a Roma, dove vive. Laureata in Scienze Politiche, ha insegnato inglese e ha lavorato in RAI e in Telespazio. Poetessa in lingua e in dialetto romanesco, ha pubblicato diverse raccolte di poesia, tra le quali: Le mie parole per gli altri (1990), Mo ch’er primo cartoccio l’ho vòtato (2001), Neve marzarola (2004), Prima che il cuore impietri (2005), Framezzo ar maruame (2005), ’Na viola ner penziero (2009) e nel 2018 Fiore di stecco, antologia in lingua e in romanesco. È autrice del romanzo storico Una donna contro un re (2000). Ha tradotto e curato Assassinio nella cattedrale di T. S. Eliot (Ed. Cofine, 2016). Ha pubblicato due volumi su Roma: Roma: la memoria delle strade (Cofine, 2007) e SPQR: Sproloqui, Proverbi, Quisquilie, Ricordi: Roma e il suo popolo (con Claudio Sterpi, O.P.E., Roma, 2011). Sta completando la stesura di una voluminosa opera su Roma.

Una citazione di riguardo va ai tre cori Nuovo Coro Popolare, Nonsolocoro e Bibliocanto che hanno introdotto, inframezzato e concluso le letture dei poeti guidati con entusiastica passione e riconosciuta professionalità dal M° Paula Gallardo Serrao, originaria di La Plata (Argentina).

Del Coro Bibliocanto ricordiamo che, nato nel 2015 per volontà di alcuni abitanti del quartiere, Spinaceto, ha sede  per le prove è una sala della Biblioteca P. P. Pasolini.

Nonsolocoro Coro Polifonico Femminile dell’Associazione dei Piccoli Cantori di Torre Spaccata (A.P.C.T.) è una formazione femminile, costituita principalmente da coriste che si sono avvicinate alla coralità sin da giovani nell’Associazione fondata da P. Lucio Zappatore.

Il Nuovo Coro Popolare, è nato nel 2014 come parte dell’offerta formativa musicale dell’Associazione Centro Studi Atelier Centodue che opera nel quartiere di Torpignattara.

In conclusione della serata i poeti e gli organizzatori hanno posato per una foto di gruppo, prima di proseguire l’incontro in una cena romana.


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