Categorie: Scienza Quotidiana

I ladri di acqua!

Sempre più di frequente troviamo nelle scatole delle scarpe, o più generalmente in tutti gli articoli che compriamo, che siano indumenti o telefoni cellulari, sia nei negozi fisici che in quelli online, delle bustine che spesso e volentieri buttiamo senza domandarci perché siano finite lì dentro.

Il gel di silice

Ladri di acqua Gel di SiliceI più attenti, avranno letto che su quella bustina tipicamente c’è scritto “Silica gel”. All’interno ci sono delle sfere a base di gel di silice. La silice è un ossido di silicio (SiO2), e la sua utilità è quella di proteggere dall’umidità i prodotti che abbiamo acquistato.

Per far ciò, si sfruttano le sue proprietà disidratanti ed estremamente adsorbenti. Ecco il motivo per cui quando vengono inscatolati prodotti che risultano essere sensibili agli agenti atmosferici, come l’umidità, vengono anche inserite generalmente una o più bustine di questo tipo.

Queste particelle hanno la caratteristica di possedere delle ottime proprietà disidratanti e quindi trovano largo utilizzo come essiccanti. Ma più che essiccare, in realtà, “rubano” l’acqua, rimuovendola. Quello che succede è che l’acqua, sotto forma di liquido o di vapore acqueo, si adsorba sulla silice. Questo processo è un processo fisico, ovvero non avviene la formazione di legami chimici, “forti”, detti covalenti, ma le molecole di acqua si legano alle molecole di silice attraverso i legami idrogeno, che sono delle interazioni intermolecolari, molecola-molecola.

Gli atomi di idrogeno (H) che costituiscono l’acqua (H2O) possono interagire con l’ossigeno (O) della silice (SiO2) attraverso interazioni, forti abbastanza da tenerli legati. Questi legami idrogeno sono gli stessi che si instaurano tra diverse molecole di acqua, influenzando la sua temperatura di ebollizione, densità, viscosità, etc.

Il gel di silice, dunque, sequestra tutte le molecole di aqua che trova in giro, rendendo l’ambiente al sicuro dall’umidità. La silice rientra nella categoria dei materiali igroscopici, appunto, quelli che sono in grado di assorbire l’acqua mediante l’adsorbimento.

Il riso, un altro materiale con proprietà igroscopiche

A parte le sferette di silice, nella nostra cucina è presente un materiale con proprietà igroscopiche.

Il riso. Tante volte lo utilizziamo nel contenitore del sale per evitare che quest’ultimo diventi un “sasso”. Il sale infatti diventa un sasso se c’è umidità, che riesce a “incollare” tutte le molecole di cloruro di sodio (NaCl), il sale da cucina. La presenza di riso invece evita questo rischio, in quanto la sua grande capacità di adsorbire l’umidità farà in modo che i granelli di sale, tra loro, non si incollino.

Grazie alla sua capacità di adsorbire l’acqua, il riso è spesso usato anche nei tentativi disperati di rimuovere l’acqua che è caduta accidentalmente in un telefonino o in un qualsiasi apparecchio elettronico. Ricoprire questo dispositivo elettronico bagnato, con una montagna di riso, rappresenta un rimedio casalingo per “salvargli” la vita.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento