I romeni commemorano i 1900 anni della Colonna Traiana

La Colonna dell’imperatore Traiano, l’alto monumento che svetta tra i ruderi del più esteso e monumentale tra i Fori Imperiali di Roma, conta i suoi primi 1900 anni. A ricordarlo, proprio ai suoi piedi si sono dati convegno, il 13 maggio 2013, numerosi rappresentanti di varie associazioni romene presenti a Roma ed anche venute dalla Romania con la rappresentanza della Repubblica di Moldovia a Roma.

Ad accogliere il gruppo e ad illustrare la storia e le caratteristiche dell’opera insigne è stata la dott.ssa Lucrezia Ungaro Responsabile Servizio Valorizzazione del patrimonio del Museo della Civiltà Romana nonché curatore archeologo e responsabile del Museo dei Fori Romani che ha sottolineato l’unicità del monumento che oltre alla narrazione di una vicenda bellica costituisce una testimonianza della vita e della grandezza dei due popoli: romano e dacio, da secoli fino ai giorni odierni, legati dalle comuni radici latine.

Durante l’esposizione, grande meraviglia ha destato l’appassionato intervento di vari partecipanti che tenevano a suggerire alla dott.ssa Ungaro particolari molto interessanti sulle due guerre daciche perché visti sotto un aspetto ancora a noi poco conosciuto, visti cioè dall’altra parte, dal ricordo che i Daci hanno lasciato nei loro posteri. Posteri il cui attaccamento alla celebre Colonna Traiana oggi testimonia che, se il monumento rappresenta per tutti un capolavoro del mondo romano, per la Romania esso rappresenta l’atto d’identità del popolo romeno, che oltre ad essere l’unico ad aver ereditato il nome di Roma ha da sempre guardato a Roma e alla sua civiltà nello stesso modo in cui i romani hanno sempre guardato alla Grecia come culla della loro civiltà. Ampia prova è la conoscenza approfondita fin nei particolari dei fatti che portarono i romani condotti da Traiano a conquistare la Dacia di Decebalo, e la sua trasformazione in provincia dopo la sottomissione ed annessione all’Impero romano.

La manifestazione è stata organizzata dalla” Lega Culturale per l’Unità dei Romeni nel mondo” in collaborazione con l’Accademia di Romania, L’Ambasciata della Romania, l’Ambasciata della Repubblica Moldova ed il Museo della Civiltà Romana.

All’evento erano presenti il dott. Victor Craciun Presidente della “Lega Culturale per l’Unità dei Romeni nel Mondo, Il Segretario dell’Ambasciata della Repubblica Moldova Dott.ssa Liliana Verlan, il Senatore Avram Craciun, il Generale Mircea Chelaru, il Sindaco di Zlatna Silviu Ponoran, il Prof.Kopi Kucyuku, Dott.ssa Ioana Ungureanu, Dott. Virgil Jireghie, Dott. Ioan Strajan, Dott.ssa Ileana Beca, Dott.ssa Melania Porosigan, scrittori romeni: Vasile Tarateanu, Nae Grigorescu, Ilie Cristescu, editore Doina Rizea, ricercatrice Luminita Taranu, pittrice Sanda Aurora Voicu, Prof. Elena Ghereg, studenti romeni, Ponoran Tudor, Stefan Caliman, Alina Ieremciuc, Presidente dell’Ass. “Primavera della Romania” Ileana Ludusan, la coordinatrice dell’Ass. “Dacia” Tatiana Ciobanu.

Davanti alla Colonna traianea soo stati cantati l’Inno nazionale della Romania e canti inneggianti all’Unità spirituale dei romeni nel mondo. Il dott. Victor Craciun ha espresso gratitudine alle autorità romene ed italiane per la preziosa collaborazione nell’organizzazione dell’evento, ha regalato ai partecipanti il suo libro “Columna 1900 Colonna” pubblicato nel 2013, tradotto in italiano dalla dott.ssa Ioana Ungureanu edito dalla Lega Culturale dei Romeni di tutto il Mondo ed ha consegnato la Medaglia “La Resistenza di Bessarabia” alla Dott.ssa Lucrezia Ungaro, che nel maggio 2012 ha dato lo spazio alla mostra “La Repubblica Moldava a 20 anni dalla dichiarazione dell’Indipendenza”, ricordando che la Dacia ai tempi della conquista di Traiano comprendeva il territorio della Romania e della Repubblica Moldova. La stessa medaglia della resistenza di Bessarabia è stata consegnata all’Associazione “Dacia”, in quanto autorevole sostenitrice dell’appartenenza della popolazione della Repubblica Moldova alla spiritualità Romena ed Europea.

Infine sono stai distribuite coccarde con i colori nazionali di Romania ed esemplari della medaglia commemorativa recante sul recto la Colonna traianea affiancata dai profili di Traiano da una parte e di Decebalo dall’altra con l’iscrizione “Columna lui Traian – Roma 12 mai 113 – 2013.

Cenni storici: questo grande monumento, che oggi tramanda una importante pagina di storia, è anche l’espressione eccelsa dell’architettura e dell’arte del mondo romano. Fu inaugurato il 12 maggio dell’anno 113 a conclusione della costruzione del grande Foro di Traiano.

La pagina di storia ricorda uno tra i più importanti eventi per la storia di Roma e del suo Impero, le due guerre (la prima tra il 101-102 e la seconda tra il 105-106) che Traiano fece per conquistare la Dacia, terra tra le più ricche e con la popolazione più forte della grande Tracia, che sconfitta divenne provincia romana autonoma. Questo è l’accadimento storico al quale si attribuisce la formazione del popolo e della lingua romena e che fece della Romania un’ “oasi di latinità” in un mondo slavo ed infine oggi è assurto ad l’emblema della forte convergenza storica tra l’Italia e la Romania.

La Colonna Traiana ha molti primati: è il primo racconto fedele della storia mediante immagini scolpite su marmo e la prima espressione di arte romana autonoma per composizione architettonica e artistica ispirata alle “pitture trionfali” che celebravano i fasti guerrieri nelle processioni trionfali e ai “volumina” delle biblioteche romane.

Apollodoro di Damasco, nel progettare la Colonna, si ispirò agli “Itineraria picta”, dipinte su rotoli di pergamena, in uso nell’esercito romano.

La Colonna, uno dei rari monumenti pervenutici intatti, per la sua singolarità è stata modello per la colonna di Antonio Pio (oggi ne resta solo la base nei Musei Vaticani), quella di Marco Aurelio (oggi in piazza Colonna); per la colonna di Teodosio I , di Arcadio e di Giustiniano I a Costantinopoli; per la moderna colonna Vendôme a Parigi in onore a Napoleone I.

Considerazione finale: complimenti alla sensibilità della comunità romena per i nostri monumenti. Molti di noi romani davanti alla celebre Colonna ci passiamo di fianco incuranti, in macchina, accelerando il suo deterioramento.

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