Municipi:

Il bando per il Cup ha un costo minore ma più qualità nei servizi

Regione disponibile ad aprire un tavolo di confronto con i sindacati. Insoddisfatti i lavoratori in lotta: "rinunciamo allo sciopero ad oltranza e convergiamo con i sindacati su quello del 21 settembre"

Dopo 10 anni di proroghe la Regione Lazio ha deciso di indire a giugno un nuovo bando per l’affidamento dei Centri Unici di prenotazione (Cup) delle Aziende sanitarie ed ospedaliere del Lazio che – comunica una nota della Regione – “alla luce delle nuove tecnologie e tecniche informatiche offrirà servizi più efficaci, veloci e diretti ai cittadini del territorio”.

La gara è stata indetta con uno stanziamento inferiore rispetto a quello messo a disposizione nell’ultima gara, senza intaccare la qualità dei servizi offerti ai cittadini. E’ prevista una conseguente riduzione degli operatori necessari di circa 150 unità sui poco oltre 1000 addetti.

“Tale riduzione rispetto al passato – continua la nota – può anche non esserci con lo studio di particolari organizzazioni del lavoro che potranno mantenere l’intera forza occupazionale. E’ stata inoltre inserita una intoccabile clausola di solidarietà che tuteli i diritti dei lavoratori e in particolare le categorie svantaggiate. Una dimostrazione di affidabilità e sensibilità da parte dell’amministrazione regionale che intende portare modernità ed efficienza nell’erogazione dei servizi sanitari, senza rinunciare alla salvaguardia di quei lavoratori svantaggiati.”

CupManifestazioneLa mattina del 4 settembre, presso la sede di Via Cristoforo Colombo, alcuni rappresentanti della Cabina di Regia della Sanità della Regione Lazio, il segretario generale della Regione, Andrea Tardiola e l’assessore regionale al Lavoro, Lucia Valente hanno ricevuto una rappresentanza delle associazioni sindacali e una delegazione di lavoratori del Cup.

La Regione Lazio ha offerto la propria disponibilità ad aprire un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali chiedendo la presenza di Anac, poiché il nuovo bando fa parte di quelli esaminati dall’Autorità Anticorruzione. “Il tutto nell’ottica di evitare lo sciopero indetto dai sindacati per il prossimo 21 settembre”, conclude la nota della Regione.

La posizione della Regione Lazio è stata però dichiarata  inaccettabile dai lavoratori presenti ieri sotto la sede di via Rosa Raimondi Garibaldi: “può avere una sola risposta: Sciopero! CGIL, CISL e UIL, che hanno condotto la trattativa, si sono dichiarati altrettanto insoddisfatti e hanno deciso di proclamare lo sciopero generale del servizio per il prossimo 21 settembre, in coincidenza con la scadenza del bando: inevitabile in assenza di risposte sulla tutela dei diritti dei lavoratori dei Cup. Prendiamo atto che la chiusura di oggi ad ogni nostra richiesta e, di fatto, ad ogni trattativa, evidenzia la drammatica necessità di lottare con ancora più forza e determinazione. Siamo consapevoli che per essere forti occorre essere uniti e, per questo, sebbene apertamente critici rispetto ai risultati ottenuti con l’incontro di oggi, rinunciamo allo sciopero ad oltranza proclamato a partire dall’8 settembre e convergiamo con i sindacati sulla data del 21 settembre per uno sciopero generale unitario”.

Appoggio ai lavoratori del Cup a rischio licenziamento (chesecondo i sindacati non sono 15o, bensì 350) è stato espresso dal Consiglio del Municipio Roma VIII con un atto, proposto dal Presidente della Commissione delle Politiche Sociali Amedeo Ciaccheri, atto in cui “si dà la piena solidarietà ai tanti operatori impiegati nei CUP e si chiede alla Regione Lazio di rivedere il Bando di appalto al fine di mantenere intatti tutti i posti di lavoro”.  Lo comunica Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma VIII

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