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Il dietro le quinte dell’11 aprile

Quella "strana" giornata, trascorsa tra piazza Santi Apostoli, via dell'Umiltà e Palazzo Valentini

Circa 5.000 le persone che dal primo mattino di lunedi 10 aprile hanno atteso i risultati delle elezioni davanti i centri nevralgici dei due Poli: piazza SS. Apostoli per i prodiani e via dell’Umiltà per i berlusconiani. Tra le tante persone presenti, militanti, afecionados, turisti spaesati e politici in attesa di "giudizio", abbiamo contato almeno una trentina di televisioni straniere, da France 2 alla Bbc, che, muniti di speciali impalcature in alluminio, hanno seguito la maratona elettorale sin dai primi exit poll.
Grande sconcerto tra gli inviati stranieri che nell’italiano incerto cercavano di sondare la piazza per capire chi e come avesse vinto.

Facendo un breve giro tra le sedi dei vari partiti, tutti con le porte rigorosamente chiuse e con tv rigorosamente accese, abbiamo incontrato diversi esponenti dei due schieramenti che hanno preferito seguire gli eventi direttamente in piazza, tra un’intervista e l’altra. Abbiamo incontrato uno stralunato Bobo Craxi, un intervistatissimo Di Pietro, un fiducioso Cicchitto e un realista Fabbri. Tutti invischiati nella canicola delle percentuali minime, delle poltrone fantasma che da un minuto all’altro cambiavano colore, schieramento, fino a scomparire per qualche ora per poi riapparire all’improvviso.

Tra i tanti presenti c’era anche il presidente della Provincia Enrico Gasbarra che dalle finestre di Palazzo Valentini godeva della vista migliore su pizza Santi Apostoli. Insieme ad alcuni colleghi dell’Unità siamo saliti nel quartier generale della Giunta Gasbarra che proprio nel Salone Giallo seguiva in diretta tv l’oscillare delle percentuali.
Diversi consiglieri ed assessori della maggioranza hanno empatizzato con i trepidii che giungevano dalla piazza ad ogni aggiornamento dati: grandi emozioni alle 15, disperazione cupa e nera per più di qualche ora fino all’arrivo, nella tarda mattinata dell’11 aprile, della proclamazione di una vittoria che già sembra mutilata nei numeri e nella sostanza.

Ma forse questa è un’altra storia…

L’Unione ha 158 senatori (159 con Pallaro, l’indipendente dell’America Latina) contro i 156 della Casa delle Libertà.
Montecitorio: 340 deputati Unione contro 277 Cdl.

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