Categorie: Cronaca
Municipi: | Quartiere:

Il museo dei videogame sotto sfratto

Il Comune: “Diventerà una biblioteca”. Ma i gestori replicano: “Non se ne comprende il valore”

Il museo dei videogame di via Sabotino è sotto sfratto. I ragazzi di Vigamus – ormai punto di riferimento di tutti i videogamer della Capitale e non – sono stati infatti raggiunti a marzo da una determinazione dirigenziale secondo cui il Comune dispone la riacquisizione dei locali affidati al museo durante l’era Alemanno. I mille metri quadrati ristrutturati e arredati negli ultimi anni diventeranno dunque una biblioteca, almeno dopo la decisione del TAR, al quale i gestori del museo hanno fatto ricorso.

vigamusAdriano Tortora, legale di Vigamus, spiega che “Il Comune ha intimato di abbandonare i locali entro tre settimane”, e attacca: “Non si comprende a pieno il valore culturale di Vigamus”, che è una delle otto mostre permanenti di videogame al mondo e richiama almeno 80mila visitatori l’anno. Nel frattempo il Campidoglio fa capire che, dopo gli scandali degli affitti mai riscossi e dalla questione Affittopoli, è finito il tempo degli affidamenti diretti ai singoli privati.

Ma dopo il ciclone che si è abbattuto sul museo di via Sabotino, gli stessi gestori tranquillizzano tutti e fanno sapere che “La situazione è totalmente tranquilla e sotto controllo”, aggiungendo inoltre che “era un atto dovuto, come lo è necessariamente il nostro ricorso al TAR. Ci dispiace solo che in Italia le cose debbano essere sempre complicate e lunghe”.

Il Vigamus dunque non chiuderà, almeno secondo i ragazzi che lo gestiscono, anche se ci sono documenti che affermano il contrario: chi avrà la meglio lo decideranno solo i prossimi mesi.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento