Il museo dei videogame sotto sfratto

Il Comune: “Diventerà una biblioteca”. Ma i gestori replicano: “Non se ne comprende il valore”
di Gabriele Cruciata - 3 Giugno 2015

Il museo dei videogame di via Sabotino è sotto sfratto. I ragazzi di Vigamus – ormai punto di riferimento di tutti i videogamer della Capitale e non – sono stati infatti raggiunti a marzo da una determinazione dirigenziale secondo cui il Comune dispone la riacquisizione dei locali affidati al museo durante l’era Alemanno. I mille metri quadrati ristrutturati e arredati negli ultimi anni diventeranno dunque una biblioteca, almeno dopo la decisione del TAR, al quale i gestori del museo hanno fatto ricorso.

vigamusAdriano Tortora, legale di Vigamus, spiega che “Il Comune ha intimato di abbandonare i locali entro tre settimane”, e attacca: “Non si comprende a pieno il valore culturale di Vigamus”, che è una delle otto mostre permanenti di videogame al mondo e richiama almeno 80mila visitatori l’anno. Nel frattempo il Campidoglio fa capire che, dopo gli scandali degli affitti mai riscossi e dalla questione Affittopoli, è finito il tempo degli affidamenti diretti ai singoli privati.

Ma dopo il ciclone che si è abbattuto sul museo di via Sabotino, gli stessi gestori tranquillizzano tutti e fanno sapere che “La situazione è totalmente tranquilla e sotto controllo”, aggiungendo inoltre che “era un atto dovuto, come lo è necessariamente il nostro ricorso al TAR. Ci dispiace solo che in Italia le cose debbano essere sempre complicate e lunghe”.

Il Vigamus dunque non chiuderà, almeno secondo i ragazzi che lo gestiscono, anche se ci sono documenti che affermano il contrario: chi avrà la meglio lo decideranno solo i prossimi mesi.


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