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Il pagellone della Roma, stagione 2023/2024

Svilar è la sorpresa che salva la stagione, Mancini un gladiatore. El Sharawy completa il podio. Karsdorp e Aouar i peggiori

Rui Patrício 5:

Parabola discendente per il numero uno portoghese che è stato costretto a cedere il posto al più giovane Svilar nella seconda parte di stagione, evento che ha coinciso con l’avvento di De Rossi.

Troppi errori per lui, che gli sono costati il posto e che sono costati alla Roma punti importanti per la corsa al posto Champions

Mile Svilar 8:

Nessuno avrebbe immaginato che nascondesse doti tanto elevate da salvare la stagione.
Si è rivelato un autentico paratutto e la Roma si è ritrovata il portiere titolare in casa.

Da ascrivere a lui l’errore con il Bayer Leverkusen in concorso con Smalling, anche se è avvenuta dopo diversi interventi salva risultato

Rick Karsdorp 4:

Delusione sia come giocatore che come professionista. Già Mourinho, scontento per le sue prestazioni e per lo scarso impegno, lo aveva relegato ai margini additandolo pubblicamente di “alto tradimento”.
Dopo la riabilitazione ha ritrovato nuova fiducia con l’avvento di De Rossi in panca, ma è riuscito a collezionare prestazioni scadenti condite dall’ultima, la più importante, contro il Leverkusen con l’errore grossolano nella prima partita casalinga che ha regalato il gol agli ospiti.
Il pubblico stanco di lui lo ha fischiato sonoramente e l’olandese, al momento della sostituzione, ha applaudito la curva come gesto di reazione. Buona fortuna in altri lidi

Dean Huijsen 5:

Doti tecniche sopra la norma, lo dimostrano anche i pregevoli gol che ha collezionato nella breve avventura in prestito in giallorosso. Ma dal punto di vista difensivo e caratteriale è ancora molto acerbo e inaffidabile.

È giovane e si farà… alla Juve o dove deciderà la società bianconera

 

Evan Ndicka 6:

È arrivato in sordina e nella prima parte con Mourinho non ha mai brillato.
Al ritorno dalla coppa d’Africa, fresco campione, la squadra e il nuovo tecnico hanno ritrovato un difensore affidabile e forte… nonostante lo pneumotorace accadutogli in campo a Udine che ha spaventato un po’ tutti

Chris Smalling n.g.:

Ha giocato solo sporadiche partite, rilevante quella in Europa League contro il Milan.

Troppo poco per giudicarlo, però.

Può ancora la Roma fare affidamento su un difensore così precario fisicamente?

Diego Llorente 6:

Quando ha giocato ha garantito una certa affidabilità e un buon palleggio utile nei momenti di stress da pressing avversario, ma è in prestito e la società dovrà valutare se riscattarlo

 

Zeki Çelik 5:

Di occasioni ne ha avute per prendersi la fascia da titolare, ma le ha sciupate tutte.

Nonostante qualche prestazione incoraggiante, nei momenti clou ha sbagliato approccio alla partita e De Rossi non ha potuto fare molto affidamento su di lui

Gianluca Mancini 7,5:

Un vero gladiatore, l’anima della squadra, che ha salvato in diversi momenti importanti della stagione.

Anche non al meglio, con una pubalgia sempre in agguato, ha saputo garantire prestazioni da leader che sia Mou che DDR hanno saputo apprezzare

Leonardo Spinazzola 6:

Quanti guai fisici, ma che giocate importanti quando ha potuto garantire la sua presenza.

È a fine contratto

 

Rasmus Kristensen 5,5:

Si è visto veramente poco, anche lui tormentato da diversi infortuni e impossibilitato a giocare le coppe europee.

Tra i tre difensori destri in rosa è stato probabilmente il più forte, ma senza continuità non è riuscito a dimostrarlo

Angeliño 6:

Buon innesto di mercato della sessione invernale.
Si è integrato in tempi rapidi e i suoi cross sono stati precisi e non ha demeritato nemmeno nella fase difensiva anche se dovrà migliorarla.

Anche lui in prestito, la società valuterà se riscattarlo

 

Bryan Cristante 6,5:

Uno dei punti fermi della squadra.

Ha garantito la solita continuità e densità di gioco e copertura degli spazi nella linea mediana.

Pochi sussulti o guizzi ma molta affidabilità, come sempre

Lorenzo Pellegrini 6:

Il capitano è stato protagonista di una stagione altalenante nelle prestazioni.

È stato spesso “claudicante” per degli infortuni pregressi che gli hanno tolto continuità, tanto che Mourinho non ha potuto contare su di lui e quando ha potuto lo ha relegato in panchina.

Risorto con De Rossi ha garantito maggiori prestazioni al suo livello, sia come giocate che come gol importanti

Leandro Paredes 6,5:

Partenza con Mou abbastanza stentata; ha rallentato spesso l’azione nelle manovre di costruzione del gioco.

Poi ha cambiato marcia con DDR divenendo il fulcro del centrocampo.

Ha siglato anche gol importanti divenendo un punto fermo della squadra

Renato Sanches n.g.:

In fondo si è goduto lo spettacolo dell’Olimpico.

Una vacanza ben pagata per lui, sempre ai box per i guai fisici

 

 

Houssem Aouar 4:

Stagione deludente.

Le occasioni le ha avute, ma le ha sprecate tutte

 

Tommaso Baldanzi 5,5:

L’acquisto del mercato invernale non ha brillato.

Grande impegno quando è stato preso in considerazione, ma troppo fumo e niente arrosto.
I suoi guizzi sono stati sempre a un passo dalla grande giocata, ma lì si sono fermati.

Da rivedere

Edoardo Bove 6:

Il “cane malato” di Mou, sempre pronto a subentrare e a garantire prestazioni di cuore e grinta, ma anche di qualità, ha risentito molto del cambio di allenatore, ma nel finale di stagione ha ripreso il giusto smalto facendosi trovare meglio dal nuovo mister

Nicola Zalewski 5:

Il giocatore che aveva lanciato Mou due stagioni or sono è un lontano ricordo.

Va fatta una valutazione su di lui, se possano esserci dei margini di miglioramento o se si sia attestato su queste scadenti prestazioni

 

Riccardo Pagano, Niccolò Pisilli e João Costa s.v.:

La meglio gioventù… speriamo

Tammy Abraham 5,5:

Il rientro dopo una lunghissima assenza durata quasi un anno dall’infortunio non è stato dei migliori.

Tanta voglia di essere protagonista ma tanti errori sotto porta nelle poche occasioni in cui ha potuto ritagliarsi uno spazio

Sardar Azmoun 6:

Arrivato a Roma con una condizione fisica abbastanza disastrata, si è rimesso in carreggiata garantendo un supporto importante al reparto di attacco e rivelandosi un buon supporto in assenza dei titolari.

La Roma, ringraziandolo, lo lascerà tornare a Leverkusen dove il Bayer detiene il cartellino

Paulo Dybala 6,5:

La punta di diamante della squadra ha alternato le solite assenze per infortuni muscolari a prestazioni di livello che hanno portato punti importanti alla Roma. Ha tenuto una maggior continuità sotto la gestione De Rossi, ma è ricrollato nel finale di stagione

 

Romelu Lukaku 6,5:

Un’intera stagione da titolare, che si è fatta sentire nella seconda parte in cui si vedeva che non era al top. Ma ha garantito il supporto di un centravanti vero, che è stato importante anche quando non è stato particolarmente brillante.
21 gol alla prima stagione alla Roma, siamo ai livelli di Montella e Batistuta, tanto per parlare della caratura del gigante belga.
Se ne andrà, per fine prestito, ma sarà dura riuscire a rimpiazzarlo… o si punterà a un rinnovo del prestito?

Stephan El Shaarawy 7:

Stagione veramente sugli scudi.

Sempre disponibile ha dato il massimo garantendo guizzi importanti e soprattutto una saggezza tattica rilevante, che gli permetterà di sicuro  di allungare la carriera

Andrea Belotti 5,5:

Il “gallo” era partito voglioso e pimpante garantendo prestazioni importanti e gol, ma all’arrivo di Lukaku è stato utilizzato con il contagocce e ha perso la continuità.

Ha preferito passare alla Fiorentina nel mercato invernale dove però non ha brillato particolarmente

 

All. Mourinho 5:

Che fosse la fine di un ciclo si era capito dopo uno dei peggiori inizi di stagione della storia della Roma in campionato e in Europa League, visto che per passare agli ottavi si è dovuto affrontare il Feyenoord ai play off.

Ricordiamo sempre che lo Special One avrebbe dovuto gareggiare in Champions, ma il torto subito dall’arbitro Taylor in finale di Europa League ha impedito alla Roma e al suo allenatore di vincere il secondo titolo europeo consecutivo. Da lì in poi è stata una caduta libera di gioco, di risultati e di stile, che hanno condotto all’esonero inaspettato del mister portoghese, gesto che alla fine è risultato la migliore soluzione per la squadra

All. De Rossi 6,5:

Succedere a un totem della panchina come Mou non sarebbe stato facile per nessuno e né tantomeno per lui che di esperienza da mister ne aveva ben poca. Ma l’ex capitano della Roma ha beneficiato del suo essere un “unicum” che ha permesso alla Roma di risollevarsi.
Lui, bandiera romanista, figlio di un allenatore storico della Primavera giallorossa; sempre lui che è stato allenato dai migliori allenatori degli ultimi trenta anni; lui stratega già in campo per il suo modo di giocare è stata una sorpresa esplosa nelle mani di Ryan Friedkin, un tesoro da preservare e che il vice presidente si è guardato bene dal disperdere lasciandolo andare

La società 5,5:

La società ha commesso diversi passaggi a vuoto, primo fra tutti la pesantissima assenza di rappresentanti istituzionali del club ai funerali del compianto “core de Roma” Giacomino Losi, indimenticato capitano della Roma vincitrice della Coppa delle Fiere nel ’61. Ma anche per troppi errori di mercato di Thiago Pinto, come la scommessa annunciata urbi et orbi di Renato Sanchez, scommessa pagata dalla Roma ma che al DS gli è costato il posto, visto che è stato “dimissionato” prima della fine della stagione. La società non ha restituito, poi, un vertice all’area tecnica e ha lasciato solo l’allenatore di turno.
E poi quegli attacchi esterni che hanno colpito l’immagine della Roma suscitando un clamore mediatico di cui si poteva fare a meno.

C’è bisogno di maggiore presenza nelle vicende del calcio italiano e sapersi sporcare le mani in un ambiente con luci e ombre. Che serva ogni tanto qualche manager italiano e che sappia soprattutto di cose romaniste?


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