

Proteste dei cittadini e sciopero indetto dal sindacato perché si attuino procedure d’urgenza al ripristino del servizio postale nella regione Lazio
Oltre 10mila raccomandate ferme all’ufficio di Laurentina, 3mila quelle in giacenza a Cinecittà, 500 il numero dei postini tagliato in seguito a una drastica riduzione del personale. Questi i dati che stanno alla base del progressivo blocco del servizio postale nella periferia romana. I quartieri di Torre Gaia, Casilina, Montesacro, Boccea, Selva Candida e Casalotti sono stati completamente abbandonati mentre a Bravetta e Primavalle sono state accorpate 24 zone e mancano 25 postini. Il servizio continua ad essere più o meno regolare nel centro di Roma e nei quartieri Prati ed Eur. In definitiva però si va assistendo a un disservizio di non semplice gestione.Da quasi tre settimane insomma la corrispondenza non viene recapitata, con innumerevoli disagi per gli utenti che vanno ad affollare gli uffici postali di zona. Le ferie estive degli impiegati e l’alto numero di esodati contribuiscono a rendere ancor più instabile la situazione già abbastanza critica.
La UIL Lazio fa sapere che i ritardi erano già stati ventilati nei mesi scorsi, ciononostante l’ente postale aveva deciso comunque di procedere con le misure di ridimensionamento previste. Entro ottobre un accorpamento di dimensioni ingenti cancellerà 367 zone a livello regionale e 258 sul territorio romano. Il sindacato ha fatto sapere che dopo vari tentativi di aprire un dialogo con l’azienda, si è dovuto passare alle vie di fatto con uno sciopero in vigore dall’1 al 30 agosto delle “prestazioni straordinarie e aggiuntive”. In buona sostanza, il postino non presterà più servizio nelle zone assegnategli in via temporanea per coprire turni momentaneamente vacanti.
Le proteste degli utenti per le ore di lavoro sacrificate, i permessi, i giorni di ferie, le file sotto la calura estiva sono le denunce sollevate in questi giorni dall’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori.
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