

Associazione Severiana: “Con politici illetterati, il porto potrebbe comprarsi la torre”
Una torre costiera, vedetta sul mare che permetteva di dare l’allarme in presenza di un attacco: ecco le funzioni originarie di Tor San Michele ad Ostia. La torre di fattura piccola, alta 18 metri, su tre piani collegati da una stretta scala a chiocciola laterale che porta a una terrazza adibita a piazza d’armi, di forma ottagonale, senza avere in passato né piani, né finestre, né feritoie perché gli otto locali di ciascun piano prendevano luce dal pozzo circolare interno, è diventata negli ultimi giorni oggetto di diatriba del mondo politico. Si contestano le ipotesi di destinazione d’uso fatte fin’ora, che non terrebbero per nulla conto delle funzioni passate della torre, e si discute di quali sia il metodo pià adatto per un ‘giusto restauro’.
A denunciare ciò è ancora una volta l’Associazione Severiana, che attraverso il lavoro minuzioso dei suoi volontari tutela il patrimonio storico archeologico del XIII Municipio di Roma. In un comunicato stampa l’Associazione fa sapere: “E’ ridicolo l’elenco della destinazione finale che di questa Torre vorrebbero fare le forze politiche del territorio: il PD uno spazio per le orazioni funebri, il PdL un museo per Pasolini, La Destra un museo per Balbo. Crediamo – continua il comunicato – che queste persone non siano mai entrate nel suo interno. Così, invece di recuperarla nelle sue forme del 1568, sta diventando una generica cubatura, un generico scatolone dove metterci dentro tutto quello che fa più comodo per l’occasione”.
“Questa volta è il turno del porto che in nove anni dalla sua nascita molti danni ha arrecato al territorio. Per essere credibile – conclude – nel proporre un suo ampliamento e per rigenerarsi come elemento di riqualificazione dell’area, il porto vorrebbe eleggere la Torre a proprio simbolo, ‘comprandosela’ con un milione di euro. In un Municipio come il XIII, dove siedono politici illetterati, il rischio è che questo possa accadere".
La torre creata nel 1568 da un progetto di Michelangelo, custodiva nei sotterranei materiali da artiglieria, al piano terra si trovava il corpo di guardia e gli alloggiamenti per gli uomini mentre al primo piano si trovava l’alloggio dei comandanti. Solo nel 1930 la torre fu restaurata e in tale occasione si aprirono sui muri esterni delle finestre.
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condivido le preoccupazioni della Severiana, la Torre è di Ostia, e non può diventare un simbolo per un privato , secondo il mio modesto parere potrebbe essere utile e proficua nella sua destinazione storica ” museo Storico di Ostia con tutti i suoi originali armamenti. Altrimenti ci vendiamo le nostre origini!