

Una mostra fotografica racconta otto storie di integrazione e successo
1) Roman, parrucchiere. 2) Sonia del ristorante Hang Zhou. 3) Marcela, agricoltrice. 4) Weldu del ristorante Massawa. Foto di Federico Ridolfi
Cento fotografie, esposte al Museo di Roma in Trastevere fino al 1 marzo, raccontano la vita e i successi professionali di otto immigrati provenienti da quattro diversi continenti.
L’iniziativa, ideata dall’Associazione Makenoise, ha coinvolto le comunità ucraine, rumene, cinesi, filippine, eritree, ecuadoregne, algerine e peruviane residenti a Roma. Sedici fotografi e nove giornalisti provenienti dai Laboratori di giornalismo e fotografia di Makenoise hanno realizzato foto-reportages su queste comunità e sui loro esponenti di spicco, raccontando per ogni paese le storie di quelli che ce l’hanno fatta, di chi ha vinto la diffidenza e il pregiudizio e, lavorando a testa bassa, è riuscito a dipingere di rosa il proprio futuro.
Sono per lo più storie di piccoli e grandi imprenditori che si sono perfettamente integrati nel nuovo territorio dove vivono e in cui hanno messo su un’attività autonoma riscuotendo grande successo. Molti di loro hanno raggiunto la stabilità nel settore della ristorazione: all’Esquilino c’è Fen Xil, a tutti nota come Sonia, che gestisce il ristorante cinese più famoso di Roma (Hang Zhou, via S.Martino ai Monti 33/c); sulla Prenestina troviamo Bebot che, lasciate le Filippine, si è trasformata in una raffinata pasticcera aprendo nel 2007 l’omonima pasticceria a via Riccardo Pittieri 6; vicino alla Biblioteca Nazionale è possibile mangiare dell’ottima cucina eritrea al ristorante di Weldu (Massawa, via Montebello 28); passeggiando per Trastevere ci si può imbattere nella sala da the dell’algerino Kader (Tinde, vicolo del Cinque) che non disdegna, nel periodo estivo, di servire ai suoi avventori la tipica grattachecca romana.
Gli altri si occupano delle attività più disparate: a Torrevecchia incontriamo “Tutto Party” il coloratissimo negozio di Pilar, ecuadoregna che organizza feste di ogni tipo e disegna il mondo con i suoi vivaci palloncini; a San Giovanni (via Ivrea) c’è Ana una brillante peruviana che ha aperto un’agenzia multi servizi; tra la Salaria e la Nomentana è invece possibile farsi fare un taglio all’ultima moda da Roman, parrucchiere ucraino con la bottega in via Nizza, che fa i capelli a tutto il quartiere; al Tufello poi ci sono i quattro ettari e mezzo di terra di proprietà di Marcela, due figlie nate in Italia ed un sogno realizzato: una piccola azienda agricola in cui alleva animali, produce ortaggi ed un vino tutto suo, il “Tufello di Lupuleasa”.
Otto migranti provenienti dalle zone più diverse del mondo, otto esempi del contributo e della ricchezza che l’immigrazione può fornire al nostro paese.
Roma: quando l’immigrazione produce.
30 gennaio – 1 marzo 2009
Dove: Museo di Roma in Trastevere, piazza S.Egidio 1/B.
Orari: martedì-domenica 10-20 (la biglietteria chiude un’ora prima).
Lunedì chiuso
Biglietto: Intero 3 euro. Ridotto 1,50.
Gratuito sotto i 18 anni e sopra i 65.
Per ulteriori informazioni: http://www.museodiromaintrastevere.it/ oppure 060608.
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