

Intervista al giovane cantautore romano in occasione dell'uscita del suo album "Disturbi di Personalità"
Cantautore, musicista, scrittore e poeta: tutto questo è Jacopo Ratini, il nuovo talento della scena musicale romana. Un ragazzo che va controcorrente, pur avendo in tasca una laurea in Psicologia del Lavoro, Jacopo decide di dedicarsi alla sua passione e le carte in regola per sfondare le possiede tutte. In poco tempo ottiene consensi e riconoscimenti da pubblico e critica raggiungendo l’apice del successo con la partecipazione alla sessantesima edizione del ‘Festival di Sanremo’ nella categoria Nuove Proposte con il brano ‘Su questa panchina’.
Oltre ad occuparsi della sua musica, il giovane cantante riesce anche a lanciare una canzone-vademecum sul tema della raccolta differenziata che diventa la colonna sonora dello spot per il lancio della campagna di sensibilizzazione dell’Ama. Inoltre riesce a portare avanti de progetti legati al mondo della scrittura: il Salotto Bukowski ed il Club dei NarrAutori.
Noi di Abitare A Roma abbiamo intervistato l’artista che ci ha raccontato della sua esperienza nel mondo della musica, del suo nuovo album ‘Disturbi di Personalità’ e del suo amore per la Capitale e dei suoi progetti futuri.
Jacopo, partiamo dal principio. Quale è stata la molla che ha fatto scattare in te la voglia di fare musica?
La voglia di comunicare le mie emozioni, impressioni e sensazioni… ciò che osservavo intorno a me… avevo circa 16 anni.
Quali artisti hanno influenzato il tuo percorso musicale?
Sono cresciuto in una famiglia in cui si ascoltavano Lucio Battisti e i Beatles. Poi crescendo ho scoperto i cantautori italiani e quelli stranieri e negli ultimi anni mi sono appassionato a tutta la musica pop di produzione americana.
Hai una laurea in Psicologia del Lavoro, però hai preferito perseguire il sogno della musica. Perché volevi fare “i soldi facili” (titolo di una canzone di Ratini n.d.r)?
Chi non vorrebbe fare i soldi facili?!? Scherzi a parte, ho semplicemente seguito la mia vocazione; ho ascoltato quella voce che gridava dentro di me da diverso tempo: la voce della passione per la musica d’autore.
Se dovessi dare un consiglio ai più giovani consiglieresti di lanciarsi subito nella musica o di crearsi prima una base di studio?
Studiare sempre, in ogni campo o professione si cimentino! Approfondire e sperimentare. L’arte non è solo talento e passione, ma è un mestiere e come tale richiede metodo e tempo da dedicarle.
In poco tempo sei riuscito ad ottenere un gran numero di riconoscimenti, solo per citarne alcuni, dal Premio Lunezia nel 2009 alla partecipazione a Sanremo Giovani nel 2010. Ti sei mai domandato il perché di tanto successo?
Perché quello che scrivevo, a quel tempo (come oggi, del resto), era diverso da ciò che si trovava in giro e da ciò che gli altri miei colleghi cantavano. Sono sempre stato un cantastorie e ho sempre amato raccontare storie, comunicare e relazionarmi con il pubblico. Quando presentavo un mio brano la gente in sala si è sempre sentita coinvolta. In più l’utilizzo di un linguaggio semplice e diretto, toccando tematiche della vita di tutti i giorni mi ha sicuramente aiutato in questo mio percorso.
Oltre a scrivere canzoni sei anche un poeta e scrittore, per portare avanti questa tua passione hai ideato e fondato il Salotto Bukowski ed il Club dei NarrAutori. Vuoi raccontarci meglio di questi due progetti?
Il Salotto Bukowski nasce come omaggio a Charles Bukowski, uno dei miei autori preferiti. Il Club dei Narrautori, invece è un Live-Contest, una gara poetica, per scrittori emergenti di racconti e poesie. Entrambi gli eventi letterari che ho ideato sono stati progettati, principalmente, per due motivi: ridare dignità e valore all’arte e alla cultura del Reading (lettura a voce alta, su un palco, di una poesia o di un racconto) e riportare la letteratura nei club, direttamente al pubblico. Il successo di questi due format è dovuto al fatto che la gente ha bisogno di luoghi in cui circoli e si respiri cultura e letteratura; non quella che ci propinano in televisione ma quella che risiede nei libri, nelle storie scritte e/o raccontate dal vivo di fronte ad pubblico e ad una platea.

Da qualche mese è uscito il tuo ultimo album ‘Disturbi di Personalità’. Cosa devono aspettarsi i tuoi fans da questo nuovo lavoro?
Undici brani in chiave “pop d’autore”, con musiche ballabili e testi schietti, diretti e riflessivi, che oscillano tra il sociale, l’ironico e l’intimista. Canzoni che affrontano tematiche molto diverse l’una dall’altra ma che sono legate da un filo logico, sottile e trasparente. La copertina e le illustrazioni (disegnate da Marino D’Amore) sono bizzarre e divertenti e il disco fa muovere i piedi, le braccia e le gambe… Insomma è una garanzia !
Che rapporto hai con la città di Roma? Quali sono i posti a cui sei più legato?
Vivo da trent’anni nel quartiere Prati, tra San Pietro e Castel Sant’ Angelo. Sono molto legato al Centro storico di Roma, dove amo rifugiarmi, passeggiando per le sue vie così familiari ma sempre così nuove ed affascinanti. Quelle strade che portano a Piazza Navona e a Campo de’ Fiori: via del Governo Vecchio, via Giulia, via del Pellegrino…
Sei stato scelto dall’Ama per reclamizzare la raccolta differenziata attraverso una tua canzone. Come ha preso vita questo brano?
La canzone “La Raccolta Differenziata” è nata quasi per gioco: ho pensato di mettere in musica le indicazioni riportate su un coupon informativo per la raccolta dei rifiuti che mi era stato recapitato a casa. Poi ho sottoposto la canzone all’Ama, che dopo un po’ di tempo mi ha chiamato proponendomi di utilizzarla come jingle per la sua campagna pubblicitaria. Da un giorno all’altro la mia canzone era in tutte le radio. Una grandissima soddisfazione!
Progetti futuri?
Suonare, suonare e suonare. Portare in giro il mio disco, continuare ad organizzare eventi culturali sempre più accattivanti, iniziare a registrare i nuovi brani che andranno a comporre il prossimo album e terminare il mio primo romanzo.
http://www.youtube.com/watch?v=TuUnYFrehpY
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