

L'indagato è stato scortato presso la casa circondariale di Regina Coeli, dove resta a disposizione dell'Autorità Giudiziaria
La fuga è durata undici giorni, ma il cerchio si era ormai stretto intorno a lui. Si è conclusa presso la caserma dei Carabinieri di Tor Bella Monaca la latitanza del 46enne romano accusato di aver scatenato l’inferno la sera del 1° maggio in via Siculiana.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è gravemente indiziato di tentato omicidio e atti persecutori ai danni della sua ex compagna e del nuovo partner di lei.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la violenza è esplosa al culmine di una lite, l’ennesima figlia di un’ossessione mai sopita: l’uomo non accettava la fine della relazione. In un crescendo di follia, il 46enne avrebbe utilizzato la propria Mercedes come un’arma, puntandola contro la donna e investendola.
Non soddisfatto dell’impatto, sarebbe sceso dall’auto per infierire sulle vittime – entrambe a terra – colpendole brutalmente con calci e pugni. Una furia cieca che non ha risparmiato il nuovo compagno della donna, anch’egli travolto e poi picchiato ferocemente.
Sin dai primi istanti dopo l’aggressione, i Carabinieri della Stazione di Tor Bella Monaca avevano dato il via a una caccia all’uomo serrata. Sebbene l’aggressore fosse diventato immediatamente irreperibile, i militari erano riusciti a identificarlo in tempi record.
Braccato e senza più vie d’uscita, il 46enne ha scelto infine di presentarsi negli uffici di via dell’Archeologia, accompagnato dal proprio avvocato.
L’uomo ha fornito ai militari le indicazioni necessarie per ritrovare l’autovettura utilizzata per l’investimento, che è stata rintracciata e posta sotto sequestro per i rilievi tecnici.
Il provvedimento di fermo è scattato d’iniziativa da parte dei Carabinieri, convalidando un quadro probatorio ritenuto solido e inquietante. L’indagato è stato scortato presso la casa circondariale di Regina Coeli, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Per la donna e il suo compagno finisce un incubo durato giorni, mentre per il 46enne si aprono le porte del carcere con accuse che pesano come macigni.
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