“Jobs act” addio? – “Imparare facile” il Senato – L’Angelino di fretta – Gli uccelli di Matteo – “Dieci cose” un solo “flop”

Fatti e misfatti di ottobre 2016
Mario Relandini - 18 Ottobre 2016

“Jobs act” addio?

“Le assunzioni nei primi otto mesi di quest’anno – dati Inps – sono diminuite dell’8,5% e quelle a tempo indeterminato di ben 400 mila. Non solo. I licenziamenti per giusta causa – sempre dati Inps – sono passati da 35 a 46 mila e, cioé, il 31% in più”.

Con tanti saluti, dunque, al “Jobs act”. Anche se “L’Unità” non lo dice. E sostengono addirittura il contrario il “premier” Renzi e il suo sempre più accigliato Ministro dell’Economia. Che, mentre il “Matteo felix” va ai pranzi di gala perfino con Obama, lui resta a Roma a mangiarsi il fegato.

“Imparare facile” il Senato

“In “Imparare facile” – un testo scolastico già in uso in alcune quinte classi delle elementari – viene spiegato, da pagina 85, il funzionamento del nostro Parlamento”.

Opportunamente. Se non fosse, però, per quanto si legge sul Senato: “I suoi componenti – si legge – sono indicati dalle diverse Regioni in cui è suddiviso il territorio italiano”. Il Senato che sarebbe, cioé, se, al referendum del 4 dicembre prossimo, avesse la meglio il “sì”. Delle due, allora, l’una. O l’editore di “Imparare facile” è un santo laico veggente o un imbroglione di bambini. Intanto, anticipando una realtà che potrebbe non avvenire, è sicuramente scorretto. E il suo “Imparare facile” anche ciò che potrebbe non avvenire andrebbe immediatamente ritirato. Magari non distrutto perché, chissà, potrebbe essere invece buono per quando suonerà la campanella del prossimo anno scolastico.

L’Angelino di fretta

“Ho dato via libera – ha invece dichiarato il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano – alla stampa della scheda elettorale per il referendum”.

Dar Ciriola

Ma, sulla opportunità di quella scheda elettorale così, non deve ancora pronunciarsi, su ricorso, il Tar del Lazio? Certamente. Ma, anche in questo caso, delle due l’una. O il Ministro dell’Interno è pure lui un santo laico veggente o già conosce, chissà come e perché, quale sarà la decisione del Tar del Lazio. Intanto però, anticipando anche lui una realtà che potrebbe non avvenire, è, a sua volta, sicuramente scorretto. E il suo via libera alla stampa della scheda elettorale andrebbe immediatamente fermato. Magari in “stand-by” perchè, chissà, potrebbe essere invece buono fra qualche giorno.

Gli uccelli di Matteo

“La “Lipu” – Lega italiana per la protezione degli uccelli – ha regalato, al “premier” Renzi, un volume sui volatili”.

Glielo ha regalato perché il “premier” Renzi, nel citare male una poesia di Boudelaire durante il suo intervento agli “Stati generali della lingua italiana”, ha confuso l’albatros con l’airone. Che studi, allora. Anche per sapere che il regno dei volatili, Maremma uccellina, non comprende soltanto i gufi di qua e il rampichino ignorante di là.

“Dieci cose” un solo “flop”

“”Dieci cose” – la nuova nata della Rai che è una sorta di miscuglio di trasmissioni di Fabio Fazio da un’idea di Valter Veltroni – è “la veltronizzazione dell’universo fazzista o la fazzizzazione dell’universo veltronico?”

Una delle stravaganti domande del capelluto Gigi Marzullo? Questa volta no: è la domanda seria del critico televisivo del “Corriere della sera”, Aldo Grasso. Alla quale non sarebbe male rispondessero i sommi dirigenti Rai. Prima che li seppelliscano un coro di pernacchi e una valanga di ascolti vicini alla zero virgola.


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