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La banda delle truffe seriali agli anziani: 116 colpi in un anno

Tutti gli indagati sono italiani e dovranno ora rispondere davanti all’autorità giudiziaria delle accuse contestate

Un’organizzazione strutturata, ramificata e capace di colpire anziani in tutta Italia con un metodo collaudato e spietato.

È quanto emerso dall’operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Tivoli insieme ai militari di Napoli, che all’alba hanno eseguito dieci misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata e all’estorsione.

Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe messo a segno almeno 116 colpi tra febbraio 2022 e marzo 2023, accumulando un bottino superiore ai 500mila euro tra denaro contante, gioielli e preziosi sottratti soprattutto ad anziani soli.

L’inchiesta ha preso avvio da un arresto apparentemente circoscritto avvenuto a Guidonia Montecelio nel giugno del 2022. Da quell’episodio, grazie all’analisi dei telefoni cellulari e delle schede telefoniche sequestrate, i Carabinieri del Nucleo Operativo di Tivoli sono riusciti a ricostruire la struttura dell’organizzazione, individuando il centro operativo nel cuore del centro storico di Napoli.

Proprio lì gli investigatori avrebbero scoperto una sorta di centrale delle truffe, da cui partivano quotidianamente telefonate verso potenziali vittime sparse in tutto il Paese. Durante il blitz eseguito nel covo, i militari hanno sorpreso alcuni componenti del gruppo mentre erano ancora impegnati nelle chiamate.

Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati telefoni, elenchi di contatti, appunti operativi e documentazione che gli indagati avrebbero tentato di distruggere prima dell’irruzione delle forze dell’ordine.

Il meccanismo utilizzato dal gruppo seguiva uno schema ormai tristemente noto ma reso ancora più sofisticato dall’organizzazione interna.

Le vittime venivano contattate da falsi appartenenti alle forze dell’ordine o da sedicenti operatori postali, che raccontavano di un grave incidente stradale causato da un figlio o da un nipote. A quel punto scattava la richiesta urgente di denaro o gioielli per evitare conseguenze giudiziarie al familiare coinvolto.

Mentre l’anziano restava al telefono sotto pressione psicologica, un complice si presentava direttamente all’abitazione per ritirare il denaro o i preziosi.

Secondo quanto emerso dalle indagini, in diversi casi il tono delle telefonate diventava apertamente intimidatorio quando le vittime mostravano dubbi o esitazioni, trasformando di fatto la truffa in una vera e propria estorsione.

Gli investigatori hanno inoltre ricostruito un sistema interno rigidamente organizzato. Gli esecutori incaricati del ritiro del bottino sarebbero stati obbligati a documentare l’esito dei colpi attraverso video inviati ai vertici dell’organizzazione, mostrando quantità di oro, gioielli e contanti recuperati.

L’ordinanza cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Tivoli, su richiesta della Procura locale, rappresenta il punto di arrivo di mesi di indagini e intercettazioni che hanno consentito di delineare l’operatività del gruppo su scala nazionale.

Tutti gli indagati sono italiani e dovranno ora rispondere davanti all’autorità giudiziaria delle accuse contestate.

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