

In materia di locazioni brevi. Dichiarazione di Stefano Chiappelli, segretario generale SUNIA e Fabio Seggiani, segretario regionale SUNIA Toscana
Con la sua sentenza n. 186 depositata ieri la Corte Costituzionale è intervenuta confermando l’assoluta validità costituzionale della legge regionale sul turismo adottata dalla Regione Toscana e, in particolare sulle locazioni brevi, bocciando il ricorso presentato dal Governo e dichiarando l’assoluta infondatezza delle questioni di legittimità poste con il ricorso esaminato.
Come da noi segnalato più volte – dichiarano Stefano Chiappelli, segretario generale SUNIA e Fabio Seggiani, segretario regionale SUNIA Toscana – la Corte ha riconosciuto la funzione specifica dei Comuni come sancita dall’art. 59 della legge regionale con particolare riferimento alle locazioni brevi ed alla possibilità che viene espressamente prevista dalla Corte che ha ribadito un legittimo potere regolatorio dei Comuni che, come previsto dalla norma impugnata “possono con proprio regolamento definire criteri e limiti specifici per lo svolgimento, per finalità turistiche delle attività di locazione breve previste dall’art. 4 comma 1 del decreto legge 50/17” in materia di locazioni brevi.
In sostanza – dichiarano – con la sua pronuncia ha espressamente escluso che il ruolo comunale in materia costituisca violazione di norme riferibili all’ordinamento civile in quanto l’art. 59 in questione disciplina “la materia del governo del territorio e del turismo prevedendo un potere regolatorio comunale”.
Di fatto la Corte ha espressamente rilevato come i Comuni e le Regioni possano prevedere limiti, autorizzazioni e tutele urbanistiche in materia di locazioni brevi.
E’ di tutta evidenza che la pronuncia della suprema Corte, accogliendo l’impostazione prevista dalla norma della Regione Toscana ha, di fatto, confermato nei Comuni e nelle Regioni la titolarità di un ruolo per l’esercizio di una regolamentazione del settore.
In tal senso va giustamente rilevato che la immediata presa di posizione dell’Anci, espressa nella giornata di ieri, dà il senso di una valutazione corretta che viene fornita in merito al ribadito ruolo dei Comuni in materia.
Come da noi sostenuto da tempo la stessa ANCI si pronuncia a favore di un intervento “unitario nazionale di tipo regolatorio” che fornisca a tutti i Comuni regole certe in materia.
E’ di tutta evidenza che l’affermazione ribadita dalla sentenza della Corte costituisce la concreta possibilità di un nuovo e più incisivo approccio con le competenze urbanistiche e del turismo da parte di Regioni e Comuni bocciando definitivamente le pretese governative di privare queste istituzioni territoriali di un ruolo che spetta loro di diritto.
In particolare per la produzione di normative che intervengano su zone e contesti in cui è avvertibile una invasiva presenza di locazioni brevi che snaturano il tessuto sociale.
Peraltro nella stessa giornata del 16 dicembre la Commissione UE presentando il suo piano per l’edilizia accessibile, ha inteso avviare l’iter per una nuova proposta legislativa con l’obiettivo di limitare gli impatti negativi degli affitti brevi che mira ad armonizzare gli standard e le definizioni abitative in tutta l’UE.
Su questa base intraprenderemo come SUNIA, congiuntamente alla CGIL, sia a livello nazionale che a livello territoriale, iniziative specifiche che mirano a valorizzare quanto emerso dalla importantissima sentenza della Corte per determinare una decisa inversione di marcia che riconosca la riconfermata titolarità di Comuni e Regioni nell’affermare il ruolo centrale in questa materia di assoluta rilevanza».
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