La Fontana di Trevi ha trovato uno sponsor: l’Acqua Claudia

Ma i crolli dei monumenti rimangono il problema che affligge Roma. Legambiente: “Dovrebbe essere chiaro che vanno fermate le migliaia di auto che continuano ogni giorno a passare a pochi metri dai monumenti”
di Serenella Napolitano - 15 Giugno 2012

L’Acqua Claudia sponsorizzerà il restauro della Fontana di Trevi. A renderlo noto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: “Ringrazio il patron dell’Acqua Claudia, Mauro De Dominicis, per aver offerto la disponibilità a sponsorizzare il restauro della parte di Fontana di Trevi danneggiatasi qualche giorno fa. Credo che il mecenatismo degli imprenditori, come nel caso del Colosseo, sia un elemento fondamentale per la salvaguardia, il restauro e la valorizzazione del nostro immenso patrimonio artistico e monumentale. L’attenzione, poi, di un’importante realtà imprenditoriale romana come l’Acqua Claudia per la Fontana di Trevi è un ulteriore motivo di orgoglio per la città e per il suo mondo produttivo”.

La notizia rende tutti più felici, ma il problema della tutela del patrimonio culturale di Roma rimane grande quanto gli stessi monumenti. Legambiente infatti ha sottolineato come la gran parte delle aree archeologiche della città eterna siano ogni giorno soggette a crolli e pericoli.
Solo una settimana fa era stato l’Acquedotto Claudio a Porta Maggiore a perdere pezzi e pochi giorni prima era crollata una parete del Ludus Magnus. Senza dimenticare il crollo dell’intonaco, tre settimane fa, della Chiesa di San Pietro in Vincoli.

“Dopo i ripetuti distacchi al Colosseo ce n’è quanto basta per dire che c’é un vero e proprio allarme per i nostri beni monumentali più importanti – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Lascia un po’ interdetti la tranquillità del sovraintendente Broccoli, – continua Parlati – Sotto controllo non c’é proprio nulla, chiediamo un immediato check-up dei nostri monumenti, informazioni chiare e condivise nuovi restauri e manutenzione ma soprattutto interventi alla radice del male, con pedonalizzazioni vere e allargate in tutto il centro e nei luoghi anche periferici attorno alle aree archeologiche e monumentali”.
Spesso a causare dei danni irreversibili sui monumenti sono smog e vibrazioni del traffico, oltre ai mancati investimenti per controllo e manutenzione dei monumenti.
“Il problema non è nuovo, l’allarme smog e crolli fu lanciato già nel 1978 dalla Soprintendenza archeologica di Roma, ora non si può attendere nemmeno un giorno per togliere auto e smog dalle aree monumentali – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – Si sa con chiarezza sin da allora che l’inquinamento avrebbe causato seri danni ai monumenti, poiché ha l’effetto di mutare alcune componenti del marmo da carbonato di calcio in solfato di calcio, col risultato di vedere i marmi sbriciolarsi. Le condizioni atmosferiche possono peggiorare la situazione, ma trentaquattro anni dopo, dovrebbe essere chiaro che vanno fermate le migliaia di auto che continuano ogni giorno a passare a pochi metri dai monumenti”.


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