

Il presidente del Gruppo Tod’s Diego Della Valle, dopo il colloquio con il ministro Ornaghi, aspetterà prima di recedere dal contratto
Dopo l’incontro tenutosi ieri 12 gennaio 2012 tra il Ministro Lorenzo Ornaghi e il Presidente del Gruppo Tod’s Diego Della Valle, il quale gli ha manifestato la sua intenzione di recedere dal contratto per la sponsorizzazione del restauro dei lavori del Colosseo, la delusione e l’ansia comincia a crescere sempre più per decidere le sorti dell’amato monumento.
Talmente è caro il Colosseo al mondo intero che la questione è addirittura arrivata sulla stampa straniera. E come al solito siamo stati i bersagli del pasticcio all’italiana. Tutti i giornali si sono detti preoccupati per il restauro che rischia di saltare. Il quotidiano spagnolo El Pais ha ripercorso tutto il processo di aggiudicazione dei lavori del restauro e le polemiche, prima fra tutte quella della Uil, i ricorsi e il conseguente passo indietro del patron della Tod’s che ha dichiarato di poter recedere dal contratto e poi di aspettare prima di farlo.
Intanto, scrive il giornale spagnolo, il Colosseo perde pezzi. Anche dalle pagine del Financial Times arriva la denuncia del pericolo in cui si trova l’opera di restauro del Colosseo. In particolare, si mette in evidenza che mister Tod’s ha messo per iscritto la sua intenzione di non sfruttare, dal punto di vista commerciale, il suo impegno di spesa ma di voler solo esporre il proprio marchio sulle impalcature esterne e non sui biglietti all’interno del Colosseo stesso.
Lo stesso della Valle, un po’ spazientito per la situazione, ha commentato alle dichiarazioni dell’Antitrust:: “Se qualcuno ha comunque una proposta migliore della nostra siamo pronti a farci da parte. Alemanno ha avuto ragione a imbufalirsi per quanto è accaduto. Spero davvero che si faccia chiarezza al più presto. Noi abbiamo voglia di sponsorizzare il restauro del Colosseo senza chiedere nulla in cambio ma ripeto che se c’è qualcuno che propone di meglio siamo pronti a metterci da parte”.
Intanto il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha usato Twitter per esprimere, ancora una volta, il no a polemiche e ricorsi che bloccano l’avvio dei lavori di restauro del Colosseo. “Basta inutili polemiche – ha detto – il Colosseo deve essere restaurato. Non ci sono soldi e non possiamo sprecare l’unica occasione che abbiamo”.
Ecco, appunto, non ci sono soldi, ma comunque bisogna ricordare che non si parla della casa del custode della scuola ma di un monumento anzi del monumento che ci rende famosi in tutto il mondo, quindi fondamentale sarà affidarsi ad imprese specializzate. Così come aveva già detto in un’intervista al Tg satirico Striscia la notizia, la presidente dell’Associazione Restauratori d’Italia, Carla Tomasi. La Tomasi era scettica proprio sul conto delle imprese, che non avendo restauratori professionali, sarebbero intervenute per restaurare il monumento.
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