

B&B insieme all’Auditorium Parco della Musica
La musica come l’amore ha la magia di abbattere mille barriere: gli angoli si smussano, le distanze si accorciano, le differenze si annullano. E come l’amore, la musica non ha tempo: il salto generazionale tra Edoardo Bennato rocker napoletano e Alex Britti cantautore romano svanisce per incanto. Domenica 23 luglio, sul palcoscenico della Cavea di viale De Coubertin, Bennato e Britti sembravano due gemelli, figli di un’unica madre e frutto dello stesso seme: il blues.
Il concerto-evento, aperto da una brava e disinvolta Irene Fornaciari, orgoglio di papà Zucchero, ha avuto una falsa partenza. Dopo Il rock di capitan Uncino, di Bennato, e Mi piaci, di Britti, cantate insieme, l’impianto microfonico è saltato.
Un incidente che ha avuto un effetto acceleratore. Risolto in fretta l’inconveniente tecnico, B&B hanno ricominciato; ed è stata una ripartenza da chilometro lanciato. Dopo aver ripetuto magistralmente i primi due brani, all’unisono sono vibrate nell’aree le note di Meno male che adesso non c’è Nerone e Mangiafuoco. Non poteva mancare l’omaggio agli States con Stop America. La patria del rock and roll di Chuck Berry, fucina di idee, un tempo era rappresentata dalla dolce bellezza di Marilyn Monroe. Oggi il simbolo femminile statunitense si chiama Condoleeza Rice: «Vogliamo che l’America torni ad esportare musica e non democrazia e bombe», si augura Bennato.
Dopo Every day every night, un trittico del solo Britti provoca un’escalation di entusiasmo nel pubblico: Gelido, Prendere o lasciare e la trascinante 7000 caffè portano al top la gioia e la passione degli spettatori. Poi Il gatto con gli stivali, Una settimana un giorno, Una su un milione e L’isola che non c’è fanno entrare tutti nel clima magico delle fiabe.
L’affiatamento e il sincronismo tra i due performer farebbero invidia alle più consumate coppie artistiche. L’esibizione è stata un continuo crescendo e va avanti con le evoluzioni di Britti che passa da una chitarra all’altra (Alex ha accompagnato Ray Charles, Joe Cocker e Louisiana Reed). L’architetto (Bennato è laureato) e il chitarrista non si risparmiano.
Seguono in successione: Zingaro felice, Solo con te, Non è amore, Le ragazze fanno grandi sogni, Oggi sono io, Solo una volta e Notte di mezza estate, scritta a quattro mani e presentata in anteprima allo scorso Concerto del Primo maggio di Piazza S.Giovanni a Roma. Alla città eterna Bennato dedica il brano Roma.
Si va spediti, ad alta velocità, verso il finale. Un ringraziamento ai nostri calciatori per il mondiale, la rivendicazione, da parte di un Alex giallorosso, del coro da stadio di Seven Nation Army dei White Strypes, e la canzone di Bennato, Nisida, preparano l’apoteosi conclusiva: tutti in piedi ad accompagnare Alex Britti che canta La vasca.
In ultimo, per dovere di cronaca e perché se lo meritano, dobbiamo rendere conto degli altri protagonisti dello spettacolo: Gennaro Porcelli (chitarra), Fabrizio Sciannameo (basso), Fabrizio Fratepietro (batteria), Carlo Di Francesco (percussioni), Ernesto Vitolo (hammond), Loris Malaguti (dj), Gabriella Scalise (corista) e Claudia Avati (corista).
Resterà per un bel po’, in tutti i presenti, l’emozione trasmessa dal mitico Edoardo Bennato e Alex Britti in questa loro tappa romana, e ci confermano che la musica, come le idee, regala l’immortalità.
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