

Nei primi dieci mesi del 2025 l’Inail ha registrato 24.987 denunce, con un incremento del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente
Nel Lazio gli infortuni sul lavoro continuano a crescere e lo fanno con un’accelerazione che preoccupa sindacati e operatori del settore.
Nei primi dieci mesi del 2025 l’Inail ha registrato 24.987 denunce, con un incremento del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Numeri che, secondo la Cgil, confermano un primato che pesa come un macigno: la Regione Lazio resta la maglia nera per incidenti sul lavoro.
A lanciare l’allarme è Natale Di Cola, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, che parla senza mezzi termini di «un trend che non accenna a fermarsi».
A preoccupare ulteriormente è l’impennata degli infortuni non determinati, ovvero quei casi ancora in fase di istruttoria interna all’Inail. «Sono praticamente raddoppiati – spiega Di Cola – e questo certifica non solo l’assenza di una reale inversione di tendenza, ma anche una vera e propria escalation degli incidenti».
I settori più colpiti mostrano aumenti impressionanti:
Estrazione di minerali da cave e miniere: +120%
Industria del legno: +51,4%
Fornitura di acqua, reti fognarie e gestione dei rifiuti: +22%
Un quadro che, secondo il sindacato, racconta una pressione crescente soprattutto nei comparti più duri e fisicamente usuranti.

La Cgil sottolinea come le cifre ufficiali non riescano nemmeno a restituire l’effettiva gravità della situazione. «Le cronache delle ultime settimane lo dimostrano – continua Di Cola –. Novembre è cominciato con la morte di Octav Stroici, rimasto intrappolato per undici ore sotto le macerie della Torre dei Conti. E nei giorni successivi si sono verificati altri incidenti gravissimi, molti dei quali hanno coinvolto lavoratori anziani».
È proprio l’aumento degli incidenti tra le fasce più mature della forza lavoro a destare maggiore allarme:
70-74 anni: +30%
oltre 75 anni: +103%
Numeri che, secondo la Cgil, fanno emergere un paradosso tutto italiano: lavoratori sempre più anziani impiegati in mansioni pesanti, mentre si discute di innalzamento dell’età pensionabile.
Di Cola punta il dito contro le scelte dell’esecutivo: «È assurdo che il governo non intervenga per sollevare gli over 60 dai lavori gravosi, per ridurre l’età pensionabile e per potenziare gli enti di prevenzione e controllo».
Il segretario critica duramente anche l’ipotesi di un indebolimento dell’Ispettorato nazionale del lavoro, definendolo «un errore gravissimo in un momento in cui servirebbero più controlli, non meno».
Per queste ragioni, la Cgil scenderà in piazza il 12 dicembre, proprio davanti alla Torre dei Conti, luogo simbolo segnato dalla tragedia di Stroici. «Sciopereremo – conclude Di Cola – contro scelte sbagliate che mettono a rischio la vita delle persone».
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