

Il restauro dell'Anfiteatro Flavio restituisce il colore rosso in cui erano dipinti i numeri incisi sulle arcate
Il restauro del Colosseo non smette di dare una chiara lettura del monumento simbolo di Roma. I restauratori hanno, infatti, portato alla luce i numeri incisi sulle arcate del Colosseo, scoprendo che erano colorati di rosso, per essere visibili e riconoscibili da lontano agli spettatori.
Ogni spettatore, come spiega in un’intervista Rossella Rea, direttrice del Colosseo, aveva una tessera con cui accedeva gratuitamente all’anfiteatro, su questa di solito era scritto il numero inciso sulle arcate. La particolarità è che, a differenza delle epigrafi monumentali in cui la visibilità della scrittura era data dalle lettere metalliche, nel caso del Colosseo, erano coperte da un colore rosso la cosiddetta “rubricatura”, ricavato dagli ossidi di ferro che si trovano in natura.
Durante la pulitura, che ricordiamo, è effettuata da acqua nebulizzata, che man mano sta portando via la coltre di smog nero che si era depositata sui marmi, ma che non danneggia in nessun modo il monumento, gli studiosi hanno fatto un’ulteriore scoperta, non proprio artistica.
A spiegarlo è la responsabile del restauro, Cinzia Conti, che ha fatto notare degli atti vandalici avvenuti intorno agli anni 70. Sul marmo sono visibili delle tracce di vernice rossa, mista a vetri. Purtroppo per eliminare tale vernice dovrebbero essere usati solventi molto forti che danneggerebbero ulteriormente il marmo, per questo si è deciso di conservare quello che ‘i barbari non fecero’, ma fecero i vandali contemporanei.
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