

Broccoli rassicura: “E’ un ‘muro di fratta’, insomma un muro moderno che non ha più di cento anni”
Il crollo del muro nell’area sacra di Santa Balbina a Roma sito nella strada omonima ha suscitato un bel polverone.
La notizia apparsa il 24 febbraio 2011 su molte agenzie di stampa nonché quotidiani nazionali ha generato pareri, come sempre, parecchio discordanti.
A far luce sull’accaduto e a sciogliere i nodi sono stati i Carabinieri che proprio ieri sera, verso le 21.30 hanno assicurato: “Non è crollato alcun muro della basilica di Santa Balbina – la basilica paleocristiana all’Aventino – a crollare, e quasi due mesi fa, è stato un muro perimetrale di una proprietà privata davanti alla basilica, dall’altro lato della strada”. Le stesse parole erano state pronunciate poche ore prima dal sovrintendente ai Beni culturali di Roma, Umberto Broccoli: “Il muro crollato non è di contenimento della Basilica di Santa Balbina. Si tratta di quello che viene definito “muro di fratta”, insomma un muro moderno che non ha più di cento anni”.
“A lato della basilica – spiegano i militari – dall’altra parte della strada, c’è una proprietà privata e quasi due mesi fa una parte del muro perimetrale di questa proprietà è crollata e già all’epoca la zona è stata transennata e messa in sicurezza”.
Tra l’altro la stessa notizia è stata diffusa da monsignor Alfredo Sipione, che intervistato ha detto: “Un cedimento annunciato, erano anni che segnalavamo ai vigili il rischio di nuovi danni a causa di questi alberi, che insistono proprio sulle mura. Nessuno ci ha dato ascolto, e ora, dopo il crollo, gli alberi non sono ancora stati tagliati. C’è il rischio che altre porzioni di muro vengano giù. Tutte le macerie dei cedimenti che ci sono stati e sono ancora a terra e chissà fino a quando. C’è comunque da dire – ha continuato monsignor Sipione – che la porzione di muro crollata è di 4-5 metri, ed era posta sullo spigolo destro dell’ingresso della basilica sull’Aventino. Non so come mai si sia diffusa solamente ora questa notizia, ma quel muro è crollato il giorno della vigilia di Natale”.
Intanto l’Ama fa sapere in una nota che non si tratta del muro di un deposito aziendale. Pertanto la manutenzione non è in carico all’azienda. Si tratterebbe infatti, restando alle dichiarazioni dell’assessore alla Cultura capitolino, Dino Gasperini del territorio del I Municipio a cui “è già stata inviata una nota affinché venga al più presto sistemata l’area”.
Uno dei tanti misteri italiani, intanto l’Associazione Nazionale Archeologi che ha dato l’allarme sull’incuria dei beni culturali denunciando in una nota il crollo del fatidico muro nel complesso di Santa Balbina, paragonando l’accaduto, forse con troppa veemenza, al crollo della casa di Pompei, aderirà alla campagna culturale “Abbracciamo La Cultura, promossa da una coalizione composta da CGIL, LEGAMBIENTE, WWF, ARCI, ACLI Ambiente, AIB, ARR, AUSER, CIA, IA.CS, INU, FITeL, Sistema Archivi Storici CGIL, Lavoratori PIERRECI, UIL BAC, A.R.I., Assotecnici, FIDAC, Ass. per L’Economia della Cultura, CSA PA BC Univ. La Sapienza, decine di associazioni e centinaia di cittadini, per difendere il nostro patrimonio culturale che si concluderà il 5 marzo 2011 con un grande abbraccio intorno al Colosseo.
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