Le nuove sale del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e di Villa Poniatowski

Gli ambienti ospiteranno reperti archeologici provenienti da città latine, da città etrusche e una biblioteca con 17 mila volumi di etruscologia

Verranno inaugurate il 19 gennaio 2012 le nuove sale del Museo di Villa Giulia e di Villa Poniatoski. Un progetto avviato nel 1995 e teso alla realizzazione di un grande polo museale romano che vede affiancarsi alla storica sede di Villa Giulia la contigua Villa Poniatowski, definitivamente acquisita al Demanio nel 1988 e fatta oggetto di lunghi e delicati restauri per i quali sono stati finanziati oltre 18 milioni di euro tra il 1997 e il 2010.

All’interno della Villa Poniatowski ben quattro ambienti ospiteranno i preziosi reperti del Latium Vetus, il grande territorio che esisteva prima dell’avvento e della fusione con la civiltà romana, pezzi archeologici provenienti dall’Umbria e l’incredibile patrimonio ascrivibile alla città di Veio (tutti ricordano il famoso Apollo di Veio e quanto odio c’era tra la città etrusca e la giovane Roma).

La villa fu voluta da Papa Giulio III Ciocchi del Monte, ma nel corso dei secoli ebbe vari proprietari tra cui il Principe polacco Stanislao Poniatowski, a cui si deve l’attuale nome. Il Principe fece restaurare e modificare sia l’edificio, con la creazione della grande finestra al primo piano e della loggetta al secondo, sia i giardini dall’architetto Valadier. Sul finire dell’800 la villa divenne sede di una conceria e per questo motivo venne costruito un essicatoio, che dopo i restauri del 1997 è stato integrato negli spazi espositivi. Nel 1826 la villa fu ceduta all’inglese Richard Sykes.

Tra le nuove collezioni che i visitatori potranno ammirare partendo con un percorso che va dagli ambienti ipogei fino ad arrivare al piano nobile, oltre alla magnifica struttura della villa cinquecentesca con le sue sale altamente decorate ci saranno: la Tomba del guerriero di Todi risalente alla fine del V a.C., la necropoli di Peschiera e numerosissimi oggetti provenienti dagli scavi delle vecchie città latine nonché i frammenti del tempio della Mater Matuta proveniente da Satrico (uno dei templi più antichi che ha visto varie trasformazioni nei secoli), infine le tombe principesche rinvenute nella necropoli della Colombella a Palestrina, tra cui le tombe Barberini e Bernardini e molte testimonianze di reperti riferibili all’edilizia sacra e monumentale degli Etruschi.

A concludere il percorso, così come già previsto nel progetto del 2007, al piano terreno è stato ricavato un ambiente che raccoglie ben 17 mila volumi sulla storia e sugli scavi nei territori etruschi.

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