

Le questioni annose del quartiere continuano ad essere irrisolte
Riceviamo e pubblichiamo il testo della lettera aperta inviata al sindaco Alemanno dal Comitato di quartiere Ponte di Nona
Egregio Sig. Sindaco.
Come rappresentante di uno del Comitati della periferia Roma, segnatamente Nuova Ponte di Nona, ma anche e soprattutto come cittadino, Le scrivo una lettera per informarLa delle condizioni di vita nel nostro quartiere come di una qualunque periferia.
L’insediamento di un nuovo partito e dunque di una nuova coalizione in Campidoglio ha segnato una svolta epocale, poiché per decenni la capitale è stata gestita dalla sinistra. I cittadini, probabilmente esasperati, hanno deciso che era il momento di dire basta ad una amministrazione che, con eccessivo lassismo, permetteva di tutto. Così sono proliferati i campi nomadi a lambire ogni parte del territorio della capitale, bivacchi per le strade e nelle stazioni, ambulanti che allestiscono mercati e immigrati clandestini che ogni giorno cercano come sbarcare il lunario.
In breve, la situazione a Roma era divenuta insostenibile, al punto tale che si sono drammaticamente moltiplicati gli atti di violenza alcuni tristemente sfociati in omicidi.
Con grande clamore e speranza è stato decretato il cambio di indirizzo politico. I cittadini, esasperati, hanno creduto che sarebbe stato il solo mezzo per cercare di ridare dignità alla città e a loro stessi come cittadini. Dignità che ogni amministrazione pubblica avrebbe il dovere di garantire, indipendentemente dal colore politico. È impossibile dimenticare che, proprio sotto l’amministrazione del sindaco Rutelli il campo nomadi di Salone è sorto in una notte come provvisorio ed è, poi, diventato uno dei più grandi della Capitale.
Il quartiere Nuova Ponte di Nona, sorto come una delle tante centralità della Capitale, oramai da diversi anni, ossia sin dalla sua costituzione, vive una situazione di gravi difficoltà, difficoltà che solo la pressante azione della cittadinanza e la conseguente necessaria quanto parziale risposta delle Istituzioni ha potuto limitare.
Sono ancora irrisolte le questioni che riguardano la viabilità da e per il quartiere, costretta tra due mulattiere quali la via Collatina e la via Prenestina. A nulla vale l’apertura dello svincolo da e per la A24, poiché serve il flusso di traffico autostradale e non quello locale ed è per giunta a pagamento.
È ancora irrisolto il problema della sicurezza. Accade oramai ogni notte che ignoti rubano le ruote o oggetti delle autovetture dei residenti, aprono le serrande dei box privati, penetrano negli esercizi commerciali e nelle abitazioni dei cittadini. La gente ha paura, mentre alcuni si alzano in piena notte costretti quanto determinati a far valere la tutela della proprietà privata con la forza. Non aspettiamo che qualche spiacevole episodio si trasformi in una brutta pagina di cronaca nera. La gente è esasperata, così potrebbe accadere che qualche ladruncolo pizzicato sul fatto sia costretto a pagare per tutti gli altri che per anni hanno agito indisturbati.
Resta irrisolta la questione del vicino campo nomadi di Salone, ove troppo spesso sono visibili andirivieni di strani personaggi e mezzi, probabilmente ricettacolo dei furti della zona ai danni dei provati o del rame che, periodicamente lascia al buio intere aree del quartiere, oltre a non permettere l’apertura della Stazione di Salone che molto farebbe per snellire il traffico e il flusso di passeggeri della zona.
Resta irrisolta la questione della BASF ex Enghelard, per la quale i comitati dei cittadini di Case Rosse, Settecamini e Ponte di Nona hanno chiesto che venga emessa ordinanza di chiusura e diniego alla concessione della Autorizzazione Integrata Ambientale alla fabbrica, che così, verrebbe spostata altrove.
Il suo insediamento ha caratterizzato un fatto nuovo, si diceva. I cittadini di Nuova Ponte di Nona aspettano con ansia che le problematiche descritte ed altre non indicate per motivi si spazio siano risolte in tempi brevi. I cittadini si aspettano che non sia sempre e solamente il centro cittadino a ricevere i soliti benefici, ma che siano anche le periferie, quelle ove probabilmente vi sono la maggior parte di cittadini, essendo il centro in gran parte abitato da stranieri o adibito a uffici, a ricevere le giuste attenzioni, quelle che, evidentemente, sinora sono del tutto mancate e che permettono, di fatto che il cittadino della periferia sia un cittadino di serie B.
I comitati sono pronti ad un confronto ove vi sia la reale volontà di affrontare per risolvere i problemi della cittadinanza.
Il Tesoriere e Consigliere del Comitato di Quartiere Nuova Ponte di Nona Dott. Francesco Gargiuoli
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