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Liberalizziamo vendita salsicce e porchetta davanti tutte le parrocchie romane

L'ultima provocazione di Inches sul mercato abusivo di via della Moschea

Davanti la moschea di Roma si svolge un mercato abusivo da oltre 20 anni, dove 30 banchi gestiti da cittadini arabi, effettuano la cottura e la somministrazione di kebab ed altre specialità alimentari tipiche della loro cultura.

"Nonostante le mie molteplici denunce – dichiara il consigliere del PdL Massimo Inches – su questa situazione d’illegalità, non interviene alcuna istituzione, segno evidente che l’argomento crea problemi ed imbarazzo a chi è preposto ad applicare e far rispettare le nostre leggi italiane ( commercio e sanitarie).

A questo punto, riconosciamo la nostra sconfitta, e facciamola finita di parlare di legalità, sicurezza, diritto, certezza della pena, etc. etc. ed ammettiamo che la nostra amministrazione non è in grado di mantenere quanto avevamo promesso in campagna elettorale e che anche noi scendiamo a compromessi.

Per onestà e pari dignità di tutti i credo religiosi, chiederò all’Assessore del Comune di Roma preposto alle Attività Produttive, ed alla Commissione Commercio del 2° municipio di liberalizzare con provvedimento immediato la libera vendita di salsicce e porchetta nelle vicinanze di tutte le parrocchie romane, compreso – conclude Inches – l’impiego di barbecue e la facoltà di accensione di fuochi".

A Inches replica Mario Galli, responsabile dell’Ufficio Degrado Urbano dell’UDC Città di Roma:  "La polemica sulla regolarizzazione del mercato della Moschea di Roma e le provocazioni del Cons. Inches di liberalizzare la porchetta davanti alle parrocchie Romane, è quanto di più puerile ci si potesse aspettare. Non è sufficiente una delibera del 1995 dell’allora Circoscrizione per rendere regolare il mercato. Occorrono le licenze per gli esercenti ed un bando per il rilascio della autorizzazioni – continua Mario Galli – Il Comune di Roma, forte coi deboli e debole coi forti, deve capire che il problema è ben più ampio: occorre una riorganizzazione del commercio ambulante sulle aree pubbliche, non solo per debellare le situazioni di degrado ed illegalità, ma soprattutto per tutelare i tanti regolari ed onesti venditori ambulanti che rappresentano una risorsa straordinaria per la città di Roma. Di fronte all’incalzare di mercati abusivi e venditori senza licenze conclude Mario Galli, il Comune di Roma applichi con maggiore rigore e trasparenza la Legge Regionale n. 33 del 1999 sul controllo delle presenze nei mercati, creando un registro delle presenze".

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