Liberare dall’abbandono la Torre Alessandrina

Si trova in via degli Olmi, accanto all'omonimo Acquedotto
Redazione - 20 Febbraio 2018
Centocelle, l’evoluzione dell’imprenditoria locale

“Ecco – ci scrive un nostro lettore, L. F. –  come si presenta in via degli Olmi all’altezza del civico 41 un’antica torre di avvistamento medioevale, la cosiddetta Torre Alessandrina (nella foto a sinistra, dal sito Roma Sparita, come appariva nel 1960 e, a destra, una foto di Alessandro Moriconi del 2011).

E’ più bassa rispetto alla Torre di Centocelle (più comunemente chiamata Torre Spaccata), ma comunque meritevole di essere portata alla fruizione dei cittadini e degli abitanti del quartiere.

Mi sono rivolto già a settembre 2017 al Servizio Giardini del Comune (Aranciera San Sisto, a Porta Metronia) ed agli uffici distaccati di via Ostiense 131/b: tutto un flop, la defogliazione della torre con la relativa pulizia non c’è stata.
La responsabile, con la quale non sono riuscito a relazionarmi, è la dott.ssa Rosalba Matassa.
E’ possibile pubblicare sul suo pluridecennale periodico qualcosa in merito?
La ringrazio anticipatamente”.

2018 – La Torre Alessandrina alle spalle dell’Acquedotto, in via degli Olmi

Ricordiamo, a noi e ai nostri attuali amministratori, che il primo aprile 2015 gli agenti della Polizia Locale, insieme a una squadra del Dipartimento Simu, transennarono il tratto dell’Acquedotto Alessandrino in corrispondenza di via degli Olmi e di via del Fosso di Centocelle. A segnalarlo fu l’associazione Alessandrino Oggi & Dintorni, che inviò a un giornale della Capitale le immagini del transennamento in corso.

Gli uffici municipali spiegarono che si trattava di una risistemazione di transenne già presenti in passato in corrispondenza degli archi dell’Acquedotto, ma nel tempo divelte, posizionate per lavori di messa in sicurezza della struttura, causa cedimento della malta.

Durante un incontro al Centro anziani di Villa Gordiani, presenti il vicesindaco Luigi Nieri, il presidente Palmieri e l’assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Veglianti, i rappresentanti dell’Associazione fecero presenti le condizioni di degrado in cui versava l’Acquedotto e conclusero dicendo:  “Speriamo [che il transennamento] sia la conseguenza delle nostre richieste ai tre amministratori circa la mancanza di illuminazione alle spalle del monumento, del degrado e della prostituzione, che ha trasformato il tratto in un letamaio di preservativi e fazzoletti, nonché il recente imbrattamento delle mura antiche con bombolette di vernice. Attendiamo ora che inizino i nuovi lavori di messa in sicurezza del monumento e l’installazione dell’illuminazione pubblica alle sue spalle anche oltre la Torre Alessandrina”. Un’attesa per quanto riguarda la Torre, andata a vuoto.

In precedenza (18 febbraio 2011) in un nostro articolo di Alessandro Moriconi, che riportiamo, si chiedeva: “Che fine ha fatto il progetto di salvaguardia della Torre Alessandrina?”
Infatti il progetto dell’allora VII municipio prevedeva anche la costruzione di una ciclabile e di una passeggiata a ridosso dell’Acquedotto.


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