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Liberi Tutti a Casal de’ Pazzi

In scena la storia di una lacerazione atroce, il tormento straziante di un padre che...

“Liberi tutti”, di Luca Scuccimarra e Roberta Todaro, è una piece teatrale andata in scena, con grandissimo successo di pubblico, dal 4 al 6 maggio presso RomaTeatri di via Gina Mazza a Casal de’ Pazzi (sono previste repliche di cui vi daremo notizia).

La storia racconta la lacerazione atroce, il tormento straziante di un padre, Stefano. Questo genitore dilaniato dall’angoscia è magistralmente interpretato da Fabio Massenzi, capace di sostenere un ritmo incalzante dall’inizio alla fine e mantenere altissimo il livello di attenzione dello spettatore. La sua è la tortura interiore di sapere che il proprio figlio, Marco Martino nelle vesti di Libero, non corrisponde ai canoni mentali che lui si è costruito negli anni: scuola, laurea, lavoro, matrimonio, nipoti…

Libero porta un nome, scelto alla nascita dalla mamma Roberta, Luana Filosini, che voleva essere un manifesto di libertà di pensiero, autonomia nelle scelte, apertura mentale inesauribile. Paradossalmente, quando tutto questo si verifica, perché Libero confessa a suo padre la sua omosessualità, quel nome perde tutto il contenuto che sembrava portarsi dietro e al quale i genitori, in qualche modo, si era ispirati.

E allora Liberi Tutti diventa la storia di un distacco, necessario secondo il padre, perché troppo dura è l’onta della società, la vergogna da sopportare.
La madre no, non si vergogna, la madre c’è sempre per un figlio… Ben presto, Stefano, si rende conto che la lontananza fisica e affettiva è forse più dura delle chiacchiere della gente. E la sofferenza si trasforma piano piano in comprensione. Ciò che non si voleva vedere appare poi non così tanto fastidioso e nemmeno così diverso da tutto il resto.

E allora Liberi Tutti è la storia di una riconciliazione, di un’accettazione del compagno del figlio, Luca, interpretato da Joseph Altamura, che non fa più né paura né ribrezzo. E’ la storia di un abbraccio col proprio figlio che non era così forte e intenso dai tempi della scuola. Un figlio “che ha gli occhi di Bambi quando ritrova il padre, finalmente libero davvero!

Poi, però, si sa, la vita costruisce sempre grandi sorprese, copioni che nessun grande scrittore riuscirebbe a tirare fuori dalla sua penna. Succede qualcosa, di inaspettato e drammaticamente prepotente, che determina una nuovo distacco, più duro e definitivo e che fa riflettere sulle costruzioni mentali e sociali di ogni singolo individuo.

Non è una commedia semplice da portare in scena, perché cambia continuamente registro e gli attori, in questa varietà di situazioni emozionali, sono stati davvero perfetti e a loro va il nostro plauso.

In Liberi Tutti si nasce e si rinasce tante volte. Si muore tante volte. Si ride e si piange. Si gioisce e ci si dispera, in quella compenetrazione di sentimenti che è propria della vita e non solo del teatro.

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