Lo Sport a Roma sotto la lente

I diversi punti di visuale nella II Conferenza nel X municipio
di Francesca Caré - 1 Marzo 2006

Con la puntualità che solo gli sportivi possono vantare, alle 15 e 30 di lunedì 27 febbraio, Nereo Benussi, del Comitato Sportivo Scolastico X Municipio, ha aperto il lavoro della Seconda Conferenza dello Sport nella sala consiliare del X municipio.

Il presidente del X municipio Sandro Medici ha evidenziato le difficoltà dello sport amatoriale e ha ricordato l’importanza delle associazioni, soprattutto in questo momento in cui le risorse pubbliche per lo sport sono e diverranno sempre meno.

Il presidente della Commissione comunale allo Sport Massimo Perifano, portando i saluti del Sindaco, ha ricordato che ciò che manca a Roma è una fascia di impianti polifunzionali, perché la città deve essere sempre di più “città di tutti gli sport”.

Andrea Novelli, presidente UISP Roma (ente di promozione sportiva) ha al contrario sottolineato che per il territorio del X municipio “la risposta non è aumentare gli impianti sportivi” cosa che, inoltre, aumenterebbe il traffico dal 13 al 18%,  quanto invece “una campagna informativa e culturale”.

Attilio Bellucci, assessore allo sport della Provincia di Roma, sottolieando che lo sport serve per dialogare, ha deplorato i giocatori di calcio che hanno continuato a giocare nonostante gli striscioni razzisti esibiti all’Olimpico per la Roma-Livorno.

Paola Concia, presidente dell’Ager (agenzia regionale) Sport ha ricordato che se le agenzie comunali gestiscono gli impianti sportivi, quelle regionali si stanno adoperando per aprire gli sportelli per lo sport a vari livelli.

Mauro Schiavone, nato e cresciuto a Cinecittà, architetto e professore universitario, nel suo intervento, aiutandosi con diapositive ha denunciato come, mancando gli impianti per fare agonismo, sia cresciuto a dismisura il numero delle palestre private, dove non si fa né agonismo né spettacolo, entrambi elementi che dovrebbero accompagnare lo sport.

Angela Tevia, docente di storia dello sport presso il Corso di laurea di scienze motorie dell’università di Tor Vergata, ha messo in evidenza la mancanza di una cultura sportiva e come la stessa accademia ne sia responsabile, “basta pensare ai numerosi docenti di educazione fisica senza titolo”. Questo perché “l’Isef per anni non riusciva a diplomare il numero di docenti necessari alle scuole”. Tor Vergata con le nuove lauree offre molte possibilità.

Così Segio Cherubini, ordinario di marketing e direttore del master in economia e gestione dello sport a Tor Vergata: “Finora il mondo sportivo è stato troppo autoreferenziale, ci vogliono dei manager dello sport”.

Non poteva mancare l’intervento di un medico sportivo e di un nutrizionista. Il primo, Antonio Alabiso, dirigente dell’associazione polisportiva “G. Castello”, ha spiegato la differenza, talvolta data per scontata, tra la certificazione agonistica e non agonistica e ha lanciato il monito dell’avvicinamento della medicina agli atleti.
La nutrizionista Raffaella Spada ha ricordato, invece, l’importanza dell’educazione alimentare e della prevenzione del doping, usando i dati allarmanti di un sondaggio effettuato sui ragazzini dagli 11 ai 14 anni in alcune scuole di Roma.

Hanno preso parte alla conferenza anche Marco Liberati del Cogisco (Coordinamento Gestori Impianti Sportivi comunali); Riccardo Viola, presidente CP CONI Roma; Claudio Barbaro, presidente ASI; Stefania Nicotra dello staff tecnico del CP CONI Roma e tecnico di “Cinecittà Prosport”; Francesco Piunti, del Comitato sportivo Scolastico X Municipio ed Alfredo Noto, caporedattore della rivista “Romasport” che è al suo secondo numero e che è stata distribuita gratuitamente al momento dell’accreditamento.


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