

Il 19 aprile 2013 presso la biblioteca di Casale Nardi una serata commemorativa della resistenza degli IMI (Internati Militari Italiani) con un concerto
Il 19 aprile 2013 presso la biblioteca di Casale Nardi in via Grotta di Gregna una serata commemorativa della resistenza degli IMI (Internati Militari Italiani) della seconda guerra mondiale.
“IMI, ti dice niente?” No, sinceramente, anche scavando profondamente nella memoria, l’acronimo mi è sconosciuto! Chi mi chiede è Gemma Manoni che mette fine al mio imbarazzo e mi racconta una storia che si diparte da quel fatidico 8 settembre 1943 e il dramma dell’esercito italiano che inizia allorquando il capo del governo maresciallo Pietro Badoglio chiede l’armistizio al generale Eisenhower comandante in capo delle forze alleate e centinaia di migliaia di soldati italiani si scoprono abbandonati a se stessi e a dover decidere del proprio destino.
Il racconto ci porta a Merano, nella caserma Cascino, dove in pochi minuti l’eccitazione per le voci sulla fine della guerra e su di un imminente ritorno a casa si trasforma prima in una indicibile confusione, poi in un incubo che infine diventerà tragedia.
Il protagonista della storia è Gigi, un giovane poco più che ventenne, il padre di Gemma, che insieme a tanti altri ragazzi militari come lui, alla notizia dell’armistizio cerca invano direttive dai superiori ignari quanto lui. In particolare i soldati chiedono quale sia l’atteggiamento da assumere nei confronti dell’ex alleato tedesco. Ancora non sapevano del dover vivere la resa dei conti con i tedeschi con l’umiliante disarmo seguito da una vendetta feroce dettata dall’accusa di tradimento rivolta dai tedeschi agli italiani.
Gigi, come chiamano Luigi i suoi commilitoni, ha poco da sperare dall’alto perché quattro giorni dopo, il 12 settembre, i tedeschi fanno irruzione incontrastati nella caserma Cascino, disarmano i militari, li incolonnano e li avviano alla stazione ferroviaria.
Gigi, catturato dai tedeschi, viene rinchiuso in quei lugubri carri merci ormai tanto noti e stipati di umanità assetata e in piedi per reciproca compressione che non può avere il sollievo del distendersi, per essere deportato nei lager nazisti.
Quattro giorni e quattro notti senza conoscere la meta, senza sapere quando il viaggio finirà, dove lo condurranno, quale sarà il suo destino! Tutte le illusioni di un ritorno a casa svaniscono nelle ore infernali dell’interminabile viaggio.
Il 16 settembre arriva al campo di concentramento presso Allenstein nella Prussia orientale ed inizia così la sua odissea di IMI. Questo status, fino ad allora sconosciuto, fu conseguenza del loro rifiuto a combattere nelle file del Terzo Reich; status voluto dallo stesso Hitler per sottrarli così alla tutela della Convenzione di Ginevra e sfruttarli liberamente con il lavoro coatto.
Mio padre Luigi – ci dice Gemma Manoni – era però un violinista e questo gli valse a non soggiacere alla sorte dei suoi commilitoni e a sopravvivere. Così si può dire che grazie alla musica salvò la vita.
Nella primavera del 1945 e finita la guerra, Gigi ha portato con se dalla Germania il violino della sua salvezza ed alcuni spartiti musicali con il timbro del lager.
Il 19 aprile prossimo, nell’imminenza della festa di liberazione, presso la biblioteca di Casale Nardi si terrà una serata dedicata alla commemorazione della resistenza degli IMI (Internati Militari Italiani), che durante la seconda guerra mondiale furono deportati nei lager nazisti dopo l’armistizio dell’8 settembre.
La serata contempla una prima parte dedicata al racconto di Luigi e degli IMI e una seconda parte dedicata alla esecuzione di un concerto di Bach. Un concerto pieno di emozioni perché il violino sarà quello della prigionia di Gigi, il padre di Gemma Manoni, e lo spartito quello che ancora reca il timbro del lager.
Il concerto sarà eseguito dai professori Monica Bianchi al pianoforte e da Giuseppe Giorgi al violino.
Sarà presente anche Massimo Sganappa, il Maestro Liutaio che ha ridato voce al violino.
Interverrà anche il professor Enzo Orlanducci, presidente della Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’internamento e dalla Guerra di Liberazione.
Gemma Manoni, che ci ha fornito la testimonianza, è la vedova dello scrittore Maurizio Melani, della cui figura ci occuperemo nell’anniversario della sua scomparsa.
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