Luiss, protesta silenziosa degli amministrativi: “Contratto fermo, ora basta”

Da mesi, spiegano i rappresentanti dei lavoratori, si attende il rinnovo del contratto collettivo scaduto il 31 dicembre 2024

Dietro l’eleganza delle vetrate di viale Pola, tra le aule silenziose dove si formano i futuri dirigenti d’Italia, si agita qualcosa di nuovo.

Un malumore che per la prima volta nella storia della Luiss Guido Carli di Roma ha superato i corridoi interni per affacciarsi alla città. I dipendenti amministrativi dell’ateneo sono ufficialmente in stato di agitazione.

La mobilitazione – firmata da tutti i principali sindacati del settore (Flc Cgil, Cisl Fsur, Uil Scuola Rua e Snals) – non è un fulmine a ciel sereno. Da mesi, spiegano i rappresentanti dei lavoratori, si attende il rinnovo del contratto collettivo scaduto il 31 dicembre 2024. Sei mesi di attesa, tentativi di dialogo andati a vuoto e frustrazione crescente.

A far scattare la protesta è stata l’assemblea generale del 3 giugno scorso. Un confronto partecipato, acceso, in cui – dopo aver preso atto dello stallo – si è deciso di dire basta. E di farlo in modo forte ma responsabile.

I numerosi tentativi, messi in atto in questi mesi, di ricomporre la situazionesi legge nel documentonon hanno portato i risultati sperati; per questo le organizzazioni sindacali hanno deciso, durante l’assemblea generale dei dipendenti del 3 giugno 2025, di mettere in atto lo stato di agitazione“.

Una mobilitazione senza precedenti, lo dicono loro stessi. E non è un’espressione esagerata: nella lunga storia della Luiss, ateneo simbolo dell’élite economico-giuridica italiana, raramente i lavoratori si sono esposti così pubblicamente. Non per ideologia, ma per dignità.

Il contratto dimenticato

Il nodo è semplice: il personale amministrativo – impiegati, tecnici, segreterie – è senza contratto rinnovato da sei mesi. E mentre l’ateneo continua a crescere in reputazione internazionale, nella macchina che lo fa funzionare ogni giorno regna l’incertezza. Nessuna risposta, nessun segnale concreto da parte del management, denunciano i sindacati.

Eppure, il personale non ha alcuna intenzione di fermarsi. Nella stessa comunicazione si legge:Continueremo a garantire un servizio di qualità agli studenti e ai docenti. Ma è giunto il momento di farsi sentire. Di mobilitarsi”.

In attesa del prossimo incontro con la Delegazione Luiss, i dipendenti metteranno in campo iniziative simboliche, informative, ma anche azioni sindacali più incisive se non arriveranno risposte. Niente scioperi per ora, ma una pressione crescente. E una richiesta chiara: essere ascoltati.

Un appello alla comunità

La mobilitazione parla anche agli studenti e ai professori, non come interlocutori istituzionali, ma come compagni di percorso. La richiesta è quella di solidarietà, comprensione e vicinanza.

Abbiamo scelto di non interrompere i servizi per rispetto della comunità accademica, ma abbiamo bisogno che anche voi facciate sentire la vostra voce. Questa è una battaglia per la dignità del lavoro, e riguarda tutti”.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento