Make in Rome: il progetto di rete tra artigiani e creativi per salvare le botteghe storiche

Intervista a Carlo d’Aloisio Mayo, vice Presidente dell'associazione FaròArte

Un po’ come farebbe Marie Kondo, bisognerebbe mettere via ciò che non occorre più e conservare quelle cose che, anche solo alla vista, ci restituiscono un sentimento positivo, di felicità.
Roma adesso sembra tutta da riordinare (e da pulire). In questo stato di cose, si parla spesso di ‘salvare’ le botteghe storiche che stanno poco a poco chiudendo, per lasciare spazio forse a negozi di souvenir da 1 euro e ristoranti col ‘buttadentro’.
Per quanto riguarda gli interventi delle Istituzioni, abbiamo assistito a numerose incoraggianti dichiarazioni, abbiamo visto (e non visto) un ideale
distretto di artigianato artistico, sono stati elargiti contributi ‘a spot’ insufficienti. Ora ci sarebbe questa iniziativa, MakeinRome, che parte proprio dai protagonisti di questa storia. Intendiamo quegli artigiani che ancora resistono e che si stanno battendo per restare dove sono, per continuare ad essere il piano cartesiano di una città appartenente ai romani. Per farlo si sono riuniti, anni fa, in una associazione. Si chiama FaròArte, e già il nome, con questa apertura al tempo futuro, è rassicurante.
Il vice Presidente, Carlo d’Aloisio Mayo, ci spiega di cosa si tratta esattamente:         

FaròArte nasce nel 2011 dall’iniziativa congiunta di alcune eccellenze dell’artigianato creativo ed artistico romano e di operatori della comunicazione culturale, con l’obiettivo di sviluppare progressivamente un polo di aggregazione tra maestri artigiani e nuovi talenti e di promuovere relazioni trasversali con i tanti protagonisti di questo ecosistema, allo scopo di analizzare le gravi criticità del settore. Criticità che in questi decenni non sono state affrontate da chi ne aveva la responsabilità istituzionale.
FaròArte – continua il vice Presidente d’Aloisio – si propone di disegnare una strategia innovativa per la rinascita e lo sviluppo di questo straordinario, quanto oggi reso quasi invisibile, capitale umano, che esprime quel patrimonio culturale ammirato e riconosciuto da tutto il mondo che nei secoli ha concorso a plasmare la “grande bellezza” di Roma. 

In cosa consiste il vostro progetto di rete tra artigiani e creativi denominato ‘#MakeinRome’?

Tra le diverse iniziative in campo, grazie alla preziosa sinergia con importanti e qualificate competenze professionali nel campo del management, del fundraising e del marketing, FaròArte sta promuovendo un censimento dei “saperi” e delle “competenze” presenti sul nostro territorio. Ma il nostro obiettivo non è censire l’anagrafica delle oramai poche imprese operanti nel settore; questo è un dato ampiamente già disponibile, basta andare in CCIAA.
Non ci interessano le “partite iva”, ci interessano le storie umane! Infatti, puntiamo a raccogliere quante più possibili informazioni sulle caratteristiche dei protagonisti del “Saper Fare Creativo”, a qualsiasi titolo operino (ed oggi una parte importante degli artigiani è costretta a lavorare nel sommerso o quasi …), sulle loro capacità, sulle loro tecniche, sui materiali che utilizzano, sulle creazioni e su ogni altro aspetto utile per analizzare il reale scenario attuale. Con questi dati saremo poi in grado di valutare le potenzialità del mercato e di sviluppare un progetto di rete che individua nella creazione di due HUB, ossia due piattaforme, una fisica ed una digitale, gli strumenti concreti per ridare visibilità, favorire nuove opportunità lavorative e, quindi, rigenerare l’economia di questo settore.

Per avere maggiori informazioni e manifestare l’interesse al progetto di rete gli interessati possono visitare il sito web www.make-in-italy.net  e riempire l’apposito questionario.

Quali spazi sono stati individuati nel centro storico per la realizzazione degli HUB che proponete e quali problemi state affrontando per la concreta realizzazione del progetto?

Roma dispone di tantissimi spazi e luoghi abbandonati o sottoutilizzati da decenni; molti di questi sono di proprietà pubblica. Tra i tanti siti di potenziale interesse per ospitare l’HUB CreArtigiani, per le sue caratteristiche fortemente evocative, si impone quello – da decenni dismesso e marginalizzato, contiguo con il Foro Romano, Trastevere, Porta Portese, Testaccio e l’Aventino – costituito dalle 36 Botteghe del Complesso del “San Michele a Ripa” (per una superficie complessiva di circa 1.500 mq) – di proprietà del Ministero della Cultura. Luogo idealmente destinabile alla creazione di un innovativo, divulgativo, esperienziale ed attrattivo Concept Store dell’Artigianato di eccellenza #MadeinRome.

Per perseguire questo obiettivo abbiamo aperto un’interlocuzione con il capo segreteria del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e per sostenere pubblicamente l’importanza della finalità abbiamo lanciato una petizione su change.org che si può leggere e firmare al link: https://chng.it/zVKL4rGNSD

Avete presentato una proposta di modifica alla legge Regionale n. 3 del 2015 per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo dell’artigianato nel Lazio.
In cosa consiste la modifica proposta e quali risposte avete avuto finora dall’amministrazione regionale?

In occasione della campagna elettorale del 2023 per l’elezione del Consiglio Regionale del Lazio, come FaròArte abbiamo elaborato e sottoposto ai principali candidati alla presidenza ed alla carica di consigliere un documento contenente un’analisi congiunturale dello stato dell’artigianato artistico e creativo, individuando e proponendo alcune linee guida.
Nei mesi successivi, le linee guida si sono trasformate in proposte di modifica della Legge Regionale n.3 del 2015 che abbiamo sottoposto agli Assessori competenti ed a tutti i gruppi consiliari.
E’ stata significativa l’attenzione raccolta da più parti, con l’ammissione che la Legge del 2015 arrivava già allora con molto ritardo rispetto alla situazione piuttosto compromessa. Tra le numerose criticità il non riconoscimento del valore professionale di “maestro artigiano” o il permeare tutto il processo di trasferimento intergenerazionale dei “saperi” e delle “competenze” nel modello della “bottega-scuola”, mentre da oltre 30/40 anni il numero delle botteghe diminuisce per la difficoltà di posizionarsi in un contesto di competitività globalizzante.

Nello scorso mese di febbraio, presso la Casa dell’Architettura, si è svolta una giornata di studio dal titolo Architettura & Artigianato: genesi della Grande Bellezza”, promossa da FaròArte insieme all’Ordine degli Architetti di Roma.
In tale occasione è intervenuta Roberta Angelilli, vice Presidente ed Assessore alle Attività Produttive della Regione Lazio, la quale ha inteso accogliere favorevolmente le nostre proposte, manifestando pubblicamente l’intenzione di aprire un confronto diretto per un sollecito approfondimento delle modifiche da attuare.

L’Assessore Angelilli, in particolare, ha condiviso l’importanza di riconoscere il valore culturale dell’attività artigiana e la necessità di innovare il modello di impresa in questo settore, per concludere dichiarando che “dopo 9 anni, è ora di riformare la Legge n.3/2015 sull’Artigianato!”.

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