16 ottobre, Roma ricorda il rastrellamento del ’43

Il 18 ottobre la Marcia della Memoria da Piazza S. Maria in Trastevere a Largo 16 ottobre 1943
Redazione - 16 Ottobre 2014

Oggi 16 ottobre ricorre l’anniversario del rastrellamento degli ebrei di Roma, avvenuto sotto l’occupazione nazista. Oltre mille ebrei furono prelevati dal Ghetto e deportati nel campo di concentramento di Auschwitz. Solo 16 persone tornarono nelle loro case.

Ieri tre corone sono state deposte al Tempio maggiore del Ghetto di Roma. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Nicola Zingaretti, il presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, il rabbino capo, Riccardo Di Segni e uno degli ultimo sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, Sami Modiano.

16ottobre2Presente anche la presidente del I Municipio Alfonsi: “Una ferita profonda nel nostro territorio che non
dimentichiamo. Ci impegniamo a tramandare la memoria della Shoah nel nostro municipio e nell’attività quotidiano per i diritti e le libertà delle persone”.

A 71 anni dalla deportazione degli ebrei romani, la Comunità di Sant’Egidio e la Comunità Ebraica di Roma, come ogni anno dal 1994, fanno memoria di questo tragico momento della vita della città, organizzando un “pellegrinaggio della memoria”, perché tutti, soprattutto le giovani generazioni, non dimentichino la deportazione avvenuta durante l’occupazione nazista.

La marcia in memoria della deportazione degli ebrei romani si svolgerà sabato 18 ottobre 2014, alle ore 19 da Piazza S. Maria in Trastevere a Largo 16 ottobre 1943, accanto alla Sinagoga lungo il percorso dei deportati di quel 16 ottobre 1943, che dal Ghetto furono condotti al Collegio Militare a Trastevere prima di essere imprigionati nei treni con destinazione Auschwitz.

Quest’anno alla Marcia aderirà anche una delegazione dell’Associazione Italiana Persone Down di Roma. “Con il programma T4 – spiega il presidente dell’Aipd Roma Giampaolo Celani – i nazisti diedero il via ad un’eutanasia di massa dei disabili che condusse alla morte circa 70.000 cittadini tedeschi. Da allora le malattie ereditarie furono sempre al centro della politica annientatrice del Fuhrer. Oggi i tempi sono cambiati, ma l’Aipd Roma vuole mantenere sempre alta l’attenzione su questi
temi. Conoscere la storia aiuta a percepire i segnali di oggi e ad evitare le follie del passato”.


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