Marco Ianzini: “Ecco perché mi candido”

Intervista al giovane candidato al Municipio V nella lista Gualtieri Sindaco per Caliste Presidente
Messaggio elettorale - 19 Settembre 2021

Marco Ianzini, romano, vive a Centocelle dal 2004. Professionalmente impegnato nel campo della tecnologia dell’informazione, nel tempo è stato consulente, project manager e delivery manager lavorando, tra gli altri, per: Presidenza del Consiglio, Servizi civili e militari,  Agenzia spaziale, Vaticano e praticamente per tutta la Pubblica Amministrazione presente a Roma. Da molti anni si occupa di disabilità contribuendo, tra le altre cose, all’introduzione del concetto di “Famiglia disabile” e della multidisciplinarietà. Si batte su temi riguardanti il riconoscimento della disabilità e il conflitto di interessi di INPS, assistenza medica e sociale ai disabili, diritto allo studio e quindi scuola.

Perché si è candidato?

«Dopo 14 anni di lotte solitarie per la difesa dei diritti dei più fragili, in particolar modo dei disabili, ho deciso di intraprendere un nuovo percorso iniziando dalla base e quindi dal territorio.

Ad oggi la sola richiesta di riconoscimento di un diritto civile e umano è una battaglia contro le Istituzioni. Ancor più difficile è vedere applicato nel modo corretto quel diritto. Mi candido quindi per tutti coloro che non hanno voce, che non hanno la forza o le capacità di combattere. Mi candido per far in modo che sia l’Istituzione ad andare incontro alle fragilità in nome di una società equa.»

Può indicarci altri obiettivi del suo programma?

«Ristrutturazione dei servizi connessi a tutti i tipi di fragilità. Nel caso di disabilità strutturare i servizi su tutto il nucleo familiare interessato,  differenziando inoltre il tipo di intervento a seconda dei casi. Vi è la necessità quindi di modulare i servizi a disposizione a seconda del tipo di disabilità presente in famiglia.

Potenziamento del supporto alla figura del Caregiver. – Maggior controllo e tutela verso tutti gli operatori che lavorano nelle cooperative sociali appaltanti. – Maggior controllo sulla continuità educativa e qualità del servizio offerto nelle scuole a tutti gli/le studenti/esse aventi bisogni educativi speciali. – Verifiche sull’effettivo stato di abbattimento delle barriere architettoniche nelle scuole. – Introduzione della figura del Disability Manager di Municipio.

Analoghi discorsi possono essere fatti per i servizi agli anziani.

Tutti gli sforzi devono puntare alla massima integrazione e ove possibile autonomia, quindi non è più procrastinabile il rifacimento dei marciapiedi per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Questo non solo in favore di disabili ma anche per coloro che hanno difficoltà motorie e per i passeggini  nonché per decoro urbano.»

E per quanto riguarda i quartieri del V municipio?

«Importante è la riqualificazione di spazi abbandonati e in stato di disuso a favore di programmi sociali e culturali. Esempio ne è la tensostruttura sopra viale della Primavera. Penso a progetti per giovani e meno giovani. I primi per essere tolti dalla strada, i secondi per favorire anche la loro socialità. Sarebbe interessante contaminare i due tipi di progetti per uno scambio culturale generazionale. Ma ci sono molte situazioni di degrado che meritano attenzione e progettualità. Credo anche che sia giusto restituire ai gruppi di cittadini, ad esempio quelli di Retake, un compito creativo degli spazi comuni in nome della cultura del bello, mentre ora sono costretti a sopperire alle mancanze del Comune.

Dopo il centro storico il nostro è il municipio con maggior quantità di patrimonio archeologico. Patrimonio che va assolutamente valorizzato. Sociale e cultura per un nuovo sviluppo del municipio.»


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti