Medici: No al trasferimento del Mausoleo del Quadraro alle Terme di Diocleziano

Il presidente del X municipio: Trovo indecente e offensivo che venga estirpato dai luoghi del suo ritrovamento nel Parco degli Acquedotti
di Serenella Napolitano - 27 Settembre 2011

Trasportare un mausoleo da una parte e l’altra di Roma. Anche questo succede nella Capitale. A denunciare ciò il presidente del X Municipio, Sandro Medici indignato per quello che potrebbe accadere al poco conosciuto, ma tanto importante Mausoleo del Quadraro, nome popolare del Mausoleo di Alessandro Severo.

Infatti il monumento che si vede nel parco XVII aprile 1944, fu costruito proprio da un imperatore della famiglia dei Severi. Per capirci, quella dinastia proveniente da Leptis Magna, odierna Libia, che imperò su Roma durante il periodo tardo antico. Il mausoleo è il terzo per ordine di grandezza dopo quello di Adriano (Castel Sant’Angelo) e il mausoleo di Augusto.

Certo non gode della stessa rinomanza degli altri due, eppure è facilmente raggiungibile dalla fermata della metro Porta Furba. Nascosto nella collinetta, a cui già nell’antichità fu dato il nome di Monte del Grano, dove imperano leggende e fantasie. In realtà, il monte, è una collinetta interamente costruita dall’uomo, alta 12 m e ricoperta d’ulivi, al suo interno nasconde questa grande tomba appartenente ad una necropoli, posta a lato dell’antica strada, oggi scomparsa, che collegava la Via Salaria alla Via Labicana.

“Trovo indecente e offensivo che il Mausoleo del Quadraro venga estirpato dai luoghi del suo ritrovamento nel Parco degli Acquedotti e trasferito nell’area delle Terme di Diocleziano: lo considero un vero e proprio furto con scasso perpetrato ai danni della periferia romana per favorire, come sempre, la città storica”. Ha dichiarato il presidente del X municipio, Sandro Medici, dopo aver appreso non da una comunicazione ufficiale bensì leggendo La Repubblica che la Sovrintendenza archeologica intende delocalizzare uno dei più straordinari ritrovamenti d’epoca romana degli ultimi anni.

“Quel Mausoleo deve restare dove la storia l’ha depositato e dove l’archeologia deve restituirlo – aggiunge Medici – e trovo immorale, oltreché illogico e antiscientifico, spendere un milione di euro per imbarcarsi in un progetto così avventato sotto il profilo filologico, oltreché irrispettoso nei confronti di un territorio che ha tutto il diritto di valorizzare e custodire i propri beni culturali». «È bene a questo punto si sappia – conclude il presidente Medici – che il X municipio non è disposto a rinunciare al suo patrimonio storico e culturale; e se per conservare i reperti c’è bisogno di allestire infrastrutture espositive e sistemi di sicurezza, lo si faccia com’è giusto che sia: siamo sicuri che i costi saranno sensibilmente inferiori rispetto a quelli necessari per trasferirlo”.

In antichità il mausoleo doveva essere di pregio visto che nel 1500 venne ritrovato al suo interno un imponente sarcofago attico, oggi conservato nelle sale al piano terreno dei Musei Capitolini. 


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