Meno assenze tra autisti e macchinisti: i bonus chilometrici danno risultati

A rivelarlo è il direttore del personale dell’azienda, Marco Stramaccioni, intervenuto nei giorni scorsi in Commissione Mobilità

In una città dove i ritardi e le corse saltate sono quasi parte del paesaggio urbano, arriva una notizia che, se confermata nel tempo, potrebbe segnare un cambio di passo.

Nelle pieghe della quotidianità romana, Atac registra un dato in controtendenza: un calo significativo delle assenze tra autisti e macchinisti nei mesi di aprile e maggio 2025. Il motivo? I premi di produzione funzionano.

A rivelarlo è il direttore del personale dell’azienda, Marco Stramaccioni, intervenuto nei giorni scorsi in Commissione Mobilità per illustrare i primi effetti del nuovo accordo aziendale firmato con i sindacati confederati. Un patto che ruota intorno a un principio semplice quanto efficace: chi lavora di più, guadagna di più.

L’intesa, siglata a fine marzo, ha introdotto un sistema di incentivi legato alla “produzione chilometrica”, cioè al numero di chilometri percorsi dai mezzi pubblici. Non un dettaglio tecnico: per Atac, questo indicatore rappresenta il cuore dell’attività produttiva.

Inoltre, il contratto di servizio con Roma Capitale impone all’azienda di garantire ogni anno un certo volume di percorrenza. Più chilometri, più corse, meno assenze: ecco l’equazione.

Un risultato non scontato in un comparto spesso sotto pressione. Il premio è stato destinato, almeno per ora, alle aree direttamente legate alla produzione: conducenti di autobus, operatori della metro, squadre di recupero treni. Esclusi invece – per ragioni di budget – i settori ICT, sicurezza e gran parte dell’amministrazione.

Nessuna cifra ufficiale è stata resa nota, ma il trend è chiaro: in un’azienda storicamente afflitta da disservizi e inefficienze croniche, il meccanismo dell’incentivo mirato sembra aver colto nel segno. Un piccolo ma significativo passo avanti, che potrebbe aprire la strada a un nuovo modello organizzativo.


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