Millecentoventi morti per infortuni sul lavoro in un anno in Italia

F. Bettoni, presidente Anmil: nel nostro paese sono oltre 800 mila gli invalidi del lavoro e 130 mila le vedove e gli orfani in attesa di una più equa tutela
Enzo Luciani - 12 Ottobre 2009

Sono stati 1120 gli infortuni sul lavoro mortali su un totale di 874.940 denunciati in Italia nel 2008. I dati emergono dal Rapporto annuale 2008 Inail. Gli ultimi dati aggiornati presentati dall’Inail indicano in 29.700 le malattie professionali denunciate, 9300 quelle riconosciute, 5400 le malattie professionali con esiti di inabilità permanente, 280 quelle con esiti mortali. "Ad oggi nel nostro paese – ha detto il presidente nazionale Anmil, Franco Bettoni – sono oltre 800mila gli invalidi del lavoro e quasi 130mila le vedove e gli orfani per i quali è necessario prevedere una più equa tutela". Il presidente dell’Anmil ha sottolineato che "l’attuale legge è obsoleta e inadeguata, garantita infatti dal Testo Unico Infortuni che risale al 1965".

E’ doveroso "riflettere su quante vittime e quanti infortuni sul lavoro potrebbero essere evitati con una sempre più efficace azione di prevenzione e con la rigorosa e puntuale applicazione delle norme e delle misure tecniche ed organizzative già ora disponibili". Lo scrive il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio inviato al presidente dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro Franco Bettoni, in occasione della Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro. "Il fenomeno degli incidenti sul lavoro – prosegue il capo dello Stato – rimane dolorosissimo, inquietante ed inaccettabile per una società che voglia dirsi civile. Anche per effetto degli interventi normativi adottati dal Parlamento, con il contributo di tutte le forze politiche e sociali, si è verificata una riduzione del numero delle morti bianche. E’ dunque possibile e necessario agire efficacemente perfezionando le misure volte ad arginare sempre più il fenomeno". "Il livello di attenzione, di comune sensibilità sociale e civile al tema della sicurezza nei luoghi di lavoro va dunque tenuto alto – scrive Napolitano – La battaglia contro gli infortuni e le malattie professionali può essere vinta con una sempre più solida cultura della sicurezza, con sistematiche campagne di informazione e di sensibilizzazione, con la diffusione di buone pratiche e la valorizzazione degli esempi migliori".

Sacconi: prevenzione impegno del governo "La prevenzione e la formazione restano una priorità del governo sul fronte degli infortuni sul lavoro". Lo ha ribadito il ministro al Welfare, Maurizio Sacconi, che a Verona è intervenuto alle celebrazioni per Giornata nazionale vittime incidenti sul lavoro. "L’Anmil – ha detto il ministro – è parte di un’intesa con il Ministero dell’istruzione ed il nostro dicastero per concorrere a realizzare nelle scuole la cultura della sicurezza del lavoro". "E’ un obiettivo – ha sottolineato Sacconi – che si ottiene evidenziando i rischi che nel lavoro ci possono essere, ma anche alzando il livello della cultura pratica nel nostro processo educativo".


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