Monte dei Cocci, il cuore verde dimenticato: Testaccio chiede voce nel masterplan

La riqualificazione rappresenta uno dei 12 interventi previsti nel masterplan appena approvato

Dodici interventi, un piano ambizioso, due università e un rione che chiede di essere ascoltato. È questo lo scenario che ruota intorno al masterplan di Testaccio, già approvato dalla giunta capitolina e redatto con il contributo di Roma Tre e de La Sapienza.

Un progetto da milioni di euro che punta a ridisegnare il volto di uno dei quartieri storici più identitari di Roma. Tra gli interventi previsti, spicca anche quello su Monte dei Cocci, un’area simbolica ma controversa, che i residenti vogliono veder rinascere – con loro, non nonostante loro.

Dal novembre del 2022, infatti, un gruppo di cittadini raccolti nella Consulta del Rione XX ha formalmente richiesto l’attivazione di un processo partecipativo, così come previsto dai regolamenti municipali.

La motivazione?Coinvolgere i residenti nella riqualificazione dell’area per contrastare i disagi legati alla movida selvaggia e restituire dignità a un luogo che dovrebbe essere fulcro di identità e non di conflitti“, ha spiegato in una recente seduta della commissione trasparenza il presidente della Consulta.

La zona, un tempo oasi culturale, è stata negli anni segnata dalla presenza rumorosa e spesso incontrollata di locali notturni. Le tensioni sono arrivate fino alle riunioni in questura.

immagine di repertorio

Ma nonostante l’impegno dei cittadini, l’iter per attivare il percorso partecipativo si è arenato. Niente referenti nominati, nessun avvio formale. Due anni e mezzo di silenzio.

Un’occasione mancata“, denunciano Linda Meleo e Federica Festa, capogruppo del M5s rispettivamente in Campidoglio e in Municipio I. “Cittadini attivi e competenti, come quelli della Consulta, avrebbero potuto offrire un contributo prezioso. Ora il rischio è di perdere questa energia civica per strada“.

Nel frattempo, però, il masterplan va avanti. E l’intervento previsto per Monte dei Cocci promette una trasformazione significativa: 5 milioni di euro per realizzare un parco accessibile, con ingressi rinnovati, rampe per l’accesso facilitato, nuova vegetazione e una connessione ideale e paesaggistica con il Tevere. Un progetto ambizioso che parla di verde e inclusione, ma che – finora – ha escluso proprio chi quel quartiere lo vive ogni giorno.

Ora qualcosa sembra muoversi: la vicepresidente del Municipio I, Alessandra Sermoneta, ha assicurato di voler farsi carico delle richieste della Consulta. Ma il tempo stringe. Il masterplan è partito. I fondi ci sono. E i cittadini chiedono solo una cosa: partecipare, non subire.

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