

Un appello che riecheggia dalla voce di Michele Frullo, sindacalista dell'Usb
Mentre la città festeggiava le festività natalizie, un Natale segnato dalla frustrazione e dalla disperazione ha colpito circa 400 ex lavoratori di Roma Tpl, che si sono trovati senza stipendio di ottobre e senza tredicesima.
L’incessante battaglia per ottenere ciò che spetta loro ha preso il sopravvento, con molti che, durante le festività, “non hanno potuto nemmeno offrire un piccolo pensiero ai propri cari”.
Un appello che riecheggia dalla voce di Michele Frullo, sindacalista dell’Usb, che accende i riflettori su un sistema che, da troppo tempo, lascia questi lavoratori in bilico tra la speranza di riscatto e la realtà della disillusione.

Il servizio di trasporto periferico, da tempo protagonista di incertezze e continue proroghe, è stato recentemente trasferito a due nuove aziende: Autoservizi Troiani capofila per il “lotto 1 est” e Bus International Service capofila per il “lotto 2 ovest”. Queste due realtà, hanno accolto i circa 1.500 dipendenti del consorzio Roma Tpl, che gestiva le linee.
“I lavoratori non solo devono affrontare enormi ritardi nei pagamenti, ma si trovano anche a dover recuperare crediti per ferie arretrate che superano i 100 giorni“, denuncia Frullo. Un groviglio di problemi economici che ha lasciato i dipendenti senza certezze su quando e come vedranno il pagamento dei loro crediti.
A tale proposito occorre precisare che, da quanto si apprende, le due nuove realtà che hanno preso in mano il servizio sono invece in regola con gli stipendi di loro competenza.
Purtroppo, i lavoratori di Roma Tpl si sono ritrovati molto spesso a far fronte a questo tipo di situazioni come, ad esempio, a gennaio 2023 quando lamentavano di aver passato il Natale senza stipendio.
Problemi che nascono da lontano visto che anche nel 2017 e nel 2018 i pagamenti arrivavano a singhiozzo. “Questo la dice lunga sul lavoro dei privati impegnati in un servizio pubblico” afferma, con amarezza, Frullo.
Non a caso, lo stesso assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè, aveva spiegato come molti autisti del servizio periferico abbiano l’ambizione di lavorare con Atac, alla ricerca di maggiore stabilità e stipendi più elevati, un’alternativa che offre maggiori garanzie.
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