Laboratorio Analisi Lepetit

Nella Parrocchia dei Santi Marcellino e Pietro, cultura e storia protagoniste

Nel pomeriggio del 4 giugno durante la festa patronale
Olga Di Cagno - 5 Giugno 2021

Un bel momento quello vissuto nel pomeriggio del 4 giugno 2021 durante la settimana dedicata alla festa patronale dei santi eponimi presso la Parrocchia dei Santi Marcellino e Pietro.

In un caldo pomeriggio romano, con i laterizi del mausoleo colorati dai raggi solari, si è svolto un incontro dedicato esclusivamente alla divulgazione della storia del territorio e dei santi protettori della parrocchia.

Maurizio Fedele dell’Associazione Culturale Onlus ICT Ad Duas Lauros e Fabrizio Benedetti presidente dell’Associazione amici dei Santi Marcellino e Pietro hanno saputo animare ed affascinare i presenti con i racconti e le immagini delle bellezze del territorio e della storia dei santi e delle loro reliquie.

Le numerose persone presenti all’incontro come la scrivente e le associazioni amiche che hanno partecipato all’evento come Impegno Civico ed il suo presidente Mauro Caliste che proprio dal mausoleo di Elena e dalle catacombe ha inaugurato le numerose iniziative che hanno mostrato e parlato delle bellezze e dei problemi del territorio, hanno potuto godere delle immagini presentate e soprattutto della passione, unita alla competenza, che i due relatori hanno condiviso.

Il V Municipio, da sempre centrale nella storia urbanistica romana diventa elemento nevralgico della storia politica e religiosa dell’Urbe quando nel IV secolo d.C. l’imperatore Costantino destina tutta questa porzione delle Città Eterna alla glorificazione della famiglia imperiale e della nascente religione: da una lato della via Labicana (la moderna Casilina) la cosiddetta Villa Ad duas Lauros ne è l’imperiale esempio; dell’altro lato il mausoleo eleniano che noi oggi conosciamo come Tor Pignattara e la monumentalizzazione delle catacombe dei Santi Marcellino e Pietro  rappresenta il contrappeso religioso dell’importanza che tutta l’area stava assumendo.

Quando poi, dopo la fine dell’Impero Romano, una nuova idea di compagine europea aveva preso forma e richiamava nell’intitolazione quell’idea politica che benché terminata fisicamente ancora esisteva nelle menti di molti: il Sacro Romano Impero (siamo nl IX secolo d.C.) il nostro territorio tornò di nuovo al centro della ribalta: il segretario persone e biografo di Carlo Magno, il monco Eginardo volle a tutti i costi che le spoglie dei santi martiri Marcellino e Pietro fossero portate da lui per poterle avere presso di sé durante gli ultimi anni della sua vita. Ancora oggi Seligenstadt (la città dei beati, questo è il significato del nome) sul fiume Meno, vicino Magonza, in Germania le conserva.

Dalla Labicana al Limes Germanicus, da Roma nel cuore dell’impero che di Roma non solo portava il nome ma ne proseguiva l’idea europea, Dal V Municipio nel cuore dell’Europa!

E c’è qualcuno che ancora lo chiama territorio periferico!

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