Nidi, educatrici precarie in protesta: il Comune preme per il rinvio delle scadenze

Le graduatorie scadono nel 2027 e sono già state prorogate una volta

Il tempo stringe e il rischio è che a pagarne le conseguenze siano famiglie e bambini. Per questo il Comune di Roma ha chiesto ufficialmente al governo una nuova proroga delle graduatorie per l’assunzione delle educatrici dei nidi capitolini.

A renderlo noto è stata la presidente della commissione Scuola, Carla Fermariello, confermando l’invio di una nota al ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo.

Il documento chiede di rinviare ulteriormente la scadenza delle graduatorie, già prorogate al 2027. «Si tratta di una necessità ineludibile per Roma Capitale – ha spiegato Fermariello –. Se la proroga non arrivasse subito, diventerebbe impossibile organizzarsi per garantire il funzionamento dei servizi alle famiglie».

Il nodo delle graduatorie si è intrecciato con il nuovo piano di assunzioni annunciato il 22 luglio dal sindaco Roberto Gualtieri e dall’assessora alla Scuola Claudia Pratelli: 277 educatrici per i nidi e 488 insegnanti per le scuole dell’infanzia, per un totale di 765 ingressi entro fine anno.

In quell’occasione era stato annunciato anche un nuovo concorso, previsto per la prima metà del 2026, «necessario e opportuno» secondo Pratelli, per prepararsi alla scadenza delle graduatorie.

Ma l’annuncio ha acceso la protesta delle educatrici precarie, contrarie a un nuovo concorso prima che vengano esaurite le graduatorie vigenti.

Due i presidi convocati sotto al Campidoglio, il 4 e l’11 settembre, con richieste chiare: scorrimento delle graduatorie, maggiore tutela e riconoscimento del valore del lavoro svolto. «Non ci lasciate sole», è stato l’appello alle istituzioni.

Al fianco delle educatrici si sono schierati anche esponenti dell’opposizione, da Antonio De Santis (Azione) – che ha ricordato come la graduatoria unica sia nata proprio per combattere il precariato – all’ex sindaca Virginia Raggi (M5S), fino a Federico Rocca e Laura Marsilio di Fratelli d’Italia.

Pratelli, da parte sua, ha ribadito l’intenzione di utilizzare le graduatorie «fino all’ultimo momento utile» e ha assicurato che nel nuovo concorso verrà valorizzata l’esperienza maturata da chi lavora da anni nei nidi romani. Alle proteste, però, ha replicato parlando di «volgare speculazione politica», chiarendo di non riferirsi alle educatrici.

Ora la partita è tutta nelle mani del governo, chiamato a decidere se concedere – ancora una volta – una proroga. Già lo scorso anno, infatti, il termine era stato rinviato su richiesta del Comune per scongiurare il caos nei servizi educativi. Un déjà-vu che rischia di ripetersi, mentre sullo sfondo resta la domanda: fino a quando Roma potrà reggersi sulle proroghe?


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