

Dietro la facciata del circolo privato, serate danzanti e "vademecum" per le ragazze immagine. La Polizia sigilla il locale
Dietro l’insegna discreta di una presunta associazione culturale si celava in realtà un locale notturno abusivo, attivo con serate danzanti, eventi e intrattenimento promossi apertamente sui social network.
A smascherare l’attività è stata la Polizia di Stato, che al termine di un’indagine ha fatto scattare il sequestro preventivo della struttura nella zona di Grottarossa.
L’operazione è stata condotta dagli agenti della Divisione Amministrativa della Questura di Roma, impegnati da settimane in un’attività di monitoraggio delle piattaforme online dove venivano pubblicizzati gli eventi.
Inviti digitali e locandine diffusi liberamente sul web attiravano clienti da tutta la città, ben oltre i confini di quello che avrebbe dovuto essere un semplice circolo riservato ai soci.
Le verifiche hanno rivelato un’organizzazione strutturata come un vero club di intrattenimento notturno.
A promuovere le serate c’erano dieci “ragazze immagine”, protagoniste delle locandine e delle campagne pubblicitarie che circolavano sui social.
All’interno del locale, inoltre, erano stati allestiti spazi riservati destinati a privé, pensati per offrire momenti di intrattenimento più esclusivi agli avventori.
Negli spogliatoi utilizzati dalle ragazze gli agenti hanno trovato anche un documento con istruzioni dettagliate: una sorta di regolamento interno con indicazioni sui comportamenti da mantenere durante le serate, pena richiami o riduzioni del compenso.
Ma l’aspetto più preoccupante emerso durante il controllo riguarda le condizioni di sicurezza della struttura.
Gli agenti hanno individuato numerose criticità che avrebbero potuto rappresentare un serio pericolo per il pubblico.
In vari punti del locale erano presenti fili elettrici scoperti e prese domestiche prive delle placche di protezione.
Anche i materiali utilizzati per rivestimenti, pavimentazione e soffitti risultavano sprovvisti delle certificazioni ignifughe previste dalla normativa.
A rendere il quadro ancora più allarmante, l’unica uscita di emergenza disponibile era di fatto nascosta da un tendaggio che ne riduceva la visibilità, compromettendo la possibilità di evacuazione rapida in caso di necessità.
Oltre alle carenze strutturali, gli agenti hanno rilevato anche condizioni igienico-sanitarie poco adeguate.
Alcune aree della struttura presentavano pareti deteriorate e segni evidenti di mancata manutenzione.
Alla luce degli accertamenti effettuati, la Procura della Repubblica di Roma ha condiviso le conclusioni degli investigatori, ritenendo l’attività abusiva e potenzialmente pericolosa per l’incolumità pubblica.
Il Tribunale di Roma, attraverso il giudice per le indagini preliminari, ha quindi disposto e convalidato il sequestro preventivo del locale.
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