Non solo antenne: a Colle dei Pini vince la cittadinanza attiva

Il TAR accoglie il ricorso dei residenti contro le stazioni radio base. Dopo San Saba, anche Colle dei Pini festeggia

Dopo San Saba, esulta anche Colle dei Pini. Non per una vittoria calcistica né per una nuova opera pubblica, ma per una sentenza del TAR che segna un punto importante nella lunga battaglia dei cittadini contro il proliferare delle stazioni radio base nei quartieri di Roma. Una lotta silenziosa, fatta di comitati, ricorsi, assemblee di quartiere e tanta determinazione.

A scendere in campo stavolta è stato il comitato di Colle dei Pini, periferia sud della Capitale, che ha detto no all’installazione di nuovi impianti da parte di più operatori di telecomunicazioni. E il TAR, con una sentenza pronunciata il 21 maggio, ha dato loro ragione.

“Non basta il silenzio-assenso”, è la frase chiave del verdetto. Tradotto: non si può aggirare l’iter autorizzativo semplicemente aspettando che scadano i tempi senza una risposta da parte della Pubblica Amministrazione. È necessaria – ha scritto il giudice – una “approfondita istruttoria” e una reale valutazione dell’impatto paesaggistico.

A sottolineare l’importanza della decisione è Giuseppe Teodoro, vicepresidente dell’associazione Ecoland: “La sentenza chiarisce che l’autorizzazione paesaggistica non può considerarsi acquisita senza specifiche valutazioni sui vincoli esistenti. E che non è sufficiente dichiarare l’indisponibilità di aree comunali: va dimostrato di non avere alternative”.

La questione, però, è più ampia e tocca l’intera città. Roma è priva, oggi, di un vero Piano delle antenne, uno strumento programmatico che consenta di pianificare in modo trasparente e condiviso dove gli impianti possano essere installati e dove invece no.

Un piano era previsto nel Piano Regolatore Generale fin dal 2008, ma lo scorso dicembre, con la delibera 169/2024, l’Assemblea capitolina ha cancellato il riferimento normativo, lasciando un vuoto che ora si sta colmando… a suon di ricorsi.

Un vuoto che l’assessora alle Attività Produttive, Monica Lucarelli, ha recentemente ammesso: “Roma non può permettersi soluzioni improvvisate o esteticamente impattanti. È una città unica al mondo. Serve un piano serio, condiviso, rispettoso del territorio”.

La sua proposta? Due tavoli tecnici: uno con la Soprintendenza, l’altro per redigere un piano di localizzazione a livello urbano. Un’apertura che i comitati hanno accolto con favore, ma anche con una richiesta chiara: partecipazione.

Se si apre una discussione, i cittadini devono essere parte attivaha dichiarato ancora TeodoroNon vogliamo dover ricorrere ogni volta alla giustizia per farci ascoltare. È tempo di regole, trasparenza e coinvolgimento”.

Intanto, tra una battaglia vinta e un’altra che si profila all’orizzonte, i cittadini di Colle dei Pini hanno dimostrato che, con tenacia e consapevolezza, si può ancora incidere sulle scelte che modellano il volto della città. Una città che, oggi più che mai, ha bisogno di ascoltare chi la vive davvero.

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