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Notre-Dame d’Haiti nei Giardini Vaticani: segno storico di devozione e unità

Tra i presenti, il cardinale Pietro Parolin, suor Raffaella Petrini e alcuni rappresentanti del governo haitiano

Il 27 giugno 2025 segnerà una giornata storica per il piccolo ma fiero popolo di Haiti, e per la Chiesa Cattolica tutta. Per la prima volta, un’effigie di Notre-Dame du Perpétuel Secours, patrona della Repubblica di Haiti, troverà casa nei Giardini Vaticani, nel cuore simbolico e spirituale del cattolicesimo mondiale.

Un gesto dal forte valore spirituale, culturale e diplomatico, voluto dalla Ambasciata di Haiti presso la Santa Sede, e che suggella una lunga storia di devozione e legami tra lo Stato caraibico e la Città Santa.

Il momento solenne verrà celebrato con una cerimonia ufficiale alla presenza di alte autorità ecclesiastiche e civili: tra i presenti, il cardinale Pietro Parolin, suor Raffaella Petrini e rappresentanti del governo haitiano.

Ma prima dell’installazione della statua, prevista per le ore 12:00 di venerdì 27, il Campo Santo dei Teutonici e Fiamminghi ospiterà, nel pomeriggio del 26 giugno, una conferenza che ripercorrerà “La storia delle relazioni tra la Santa Sede e la Repubblica di Haiti dalla firma del Concordato”.

Un viaggio nella memoria e nella fede, attraverso gli interventi del reverendo padre Hans Alexandre, del professor Antonello Blasi, moderati da padre Pierre Dalin Domerson.

La cerimonia del giorno successivo sarà invece carica di emozione e significato: la statua verrà benedetta da monsignor Wismick Jean-Charles, vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Port-au-Prince, insieme a monsignor Graziano Borgonovo, sottosegretario del Dicastero per l’Evangelizzazione. Un abbraccio spirituale tra due Chiese unite dalla devozione mariana, dal dolore condiviso e dalla speranza.

Per Haiti, paese spesso segnato da tragedie naturali e instabilità, Notre-Dame du Perpétuel Secours è molto più che un simbolo religioso: è una madre, una protezione, un riferimento per un popolo che non smette mai di pregare.

L’effigie della Madonna veglierà dai Giardini Vaticani, accanto alle rappresentanze spirituali di tante nazioni del mondo, in un mosaico che riflette l’universalità della Chiesa e la bellezza della diversità culturale unita nella fede.

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