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Nuovo Policlinico Umberto I: il cronoprogramma è pronto. Cantieri al via nel 2027

A scandire i tempi è il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che indica nel luglio 2026 il prossimo passaggio chiave: l’avvio della gara per il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica

Un investimento da un miliardo di euro per riscrivere il futuro della sanità romana e ridisegnare un intero quadrante urbano.

Il progetto del nuovo Policlinico Umberto I entra nel vivo e fissa un cronoprogramma ambizioso: apertura dei cantieri nel 2027 e conclusione prevista entro il 2030. Un intervento finanziato dall’INAIL che punta a trasformare lo storico ospedale in un polo sanitario all’avanguardia.

La prossima tappa: luglio 2026

A scandire i tempi è il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che indica nel luglio 2026 il prossimo passaggio chiave: l’avvio della gara per il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica.

Un passaggio cruciale per definire nel dettaglio l’impianto dell’opera. Intorno al tavolo della cabina di regia siedono tutte le istituzioni coinvolte – Regione, Comune, Demanio, Sapienza Università di Roma e Sovrintendenza – con riunioni periodiche per affinare il Documento di indirizzo alla progettazione ed evitare rallentamenti nelle fasi successive.

Un nuovo assetto per l’ospedale

Non si tratta di una semplice ristrutturazione, ma di una trasformazione radicale. Il baricentro delle attività sanitarie verrà spostato verso viale dell’Università, mentre l’area storica lungo viale del Policlinico sarà oggetto di una profonda riconversione.

Il piano prevede demolizioni mirate – tra cui alcuni edifici dedicati a specialità mediche – e interventi di recupero su strutture esistenti, destinate a nuove funzioni. Parallelamente, l’attuale asse viario sarà trasformato in un’area pedonale, con l’obiettivo di restituire spazi verdi e migliorare la vivibilità del quartiere.

Una stagione di grandi opere sanitarie

Il nuovo Umberto I si inserisce in un più ampio programma di rinnovamento dell’edilizia sanitaria nella Capitale. Tra i progetti in campo figurano anche il rilancio dell’ospedale San Giacomo e la realizzazione del nuovo presidio Tiburtino.

L’obiettivo è superare il modello dei padiglioni storici, spesso frammentati e poco funzionali, per passare a strutture moderne, integrate e tecnologicamente avanzate, capaci di coniugare assistenza e ricerca.

La sfida del 2030

La tabella di marcia resta serrata. Se i tempi verranno rispettati, entro il 2030 Roma potrà contare su un ospedale completamente rinnovato, in grado di rispondere alle esigenze della sanità contemporanea e di integrarsi meglio con il tessuto urbano.

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